mercoledì 1 febbraio 2012

Poeti dimenticati: Willy Dias

Willy Dias è lo pseudonimo con cui si firmò la scrittrice Fortunata Morpurgo Petronio, nata a Trieste nel 1872 e ivi morta nel 1956. Autrice di vari romanzi rosa, è stata anche giornalista del "Caffaro"; firmò un importante documento a favore della libertà di stampa ai tempi del fascismo; dal 1946 entrò nella redazione de "L'Unità". Scrisse pochi versi che pubblicò su riviste importanti come "Domenica Letteraria" e "Poesia" ma purtroppo non esiste attualmente un volume che raccolga la sua opera poetica. Le sue liriche mostrano chiari influssi pascoliani e decadenti.
 
 

Willy Dias



Presenze in antologie
"Poeti italiani d'oltre i confini", a cura di Giuseppe Picciòla, Sansoni, Firenze 1914 (pp. 247-249).
"Poeti simbolisti e liberty in Italia", a cura di Glauco Viazzi e Vanni Scheiwiller, Scheiwiller, Milano 1967-1972 (vol. 2, pp. 104-107).




 
Testi
LA BAMBOLA E LA BIMBA

Tanti, tanti anni or sono. E una gioconda
fanciulla inconscia, ignara
sognava sempre una bambola bionda
che lunghi, aurei capelli
avesse, e gli occhi belli.
- Era una bimba ignara. –

Ed ella ebbe la bambola, ma al breve
corpo di crusca pieno
senza saperlo una ferita lieve
con uno spillo un giorno
che le giocava intorno,
ella infisse nel seno.

E la bambola bionda un po’ per volta
la crusca – ahimé – perdeva.
Non se ne avvide pria, la bimba stolta,
del dì che floscio e vuoto
il picciol corpo immoto
più forma non aveva.

Tanti, tanti anni or sono. A una gioconda
fanciulla, inconscia, ignara,
una ferita nel cuore profonda
venne inflitta scherzando,
venne inflitta giocando.
- Era una bimba ignara. –

E nessuno, nessun, lo seppe mai
ed ella nulla disse;
da quel giorno apparì mutata assai,
scherzò delle speranze,
folleggiò tra le danze.
- Ma nulla, nulla disse. –

E presto si sentì stanca, la lieta
gioventù non le arrise;
nel cuor portava la morte segreta…
Ella no’l disse mai;
nessun lo seppe mai;…
la ferita l’uccise.
 
(Dalla rivista «Poesia» del novembre 1908)

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