lunedì 5 marzo 2012

L'anima nella poesia italiana decadente e simbolista

Per l'anima è senz'altro da tener presente ciò che dichiarò il filosofo greco Platone, il quale la definì simbolo di purezza e di spiritualità. Nella poesia simbolista si nota spesso una specie di colloquio tra il poeta e la sua anima che diviene quindi un interlocutore muto, un altro sè stesso. A sua volta l'anima viene rappresentata anche da oggetti (basiliche, muri, acque), animali (farfalle) o da immagini visibili in altre forme d'arte, a tal proposito forse è inutile rammentare che nel romanzo "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde, una tela evidenziava l'anima "spaventosa" del protagonista. Infine mi pare il caso di ricordare che il concetto di anima è fondamentale nella religione cristiana e che in questo caso rappresenta la parte divina dell'essere umano.
 


Poesie sull'argomento
Alfredo Catapano: "Anima" in "Dai Canti" (1929).
Giovanni Cena: "Nox" in "In umbra" (1899).
Girolamo Comi: "L'anima esilia, e sopra il rogo esterno" in "Lampadario" (1912).
Sergio Corazzini: "Invito" in "L'amaro calice" (1905).
Sergio Corazzini: "L'anima" in "Le aureole" (1905).
Auro D'Alba: "Pausa" in "Baionette" (1915).
Italo Dalmatico: "Le notti, allor che il lume de le stelle" in "Juvenilia" (1903).
Gabriele D'Annunzio: "Esortazione" in "Poema paradisiaco" (1893).
Guglielmo Felice Damiani: "L'abisso" e "Invito" in "Lira spezzata" (1912).
Adolfo De Bosis: "Poi che solinga l'anima..." e "Anima errante" in "Amori ac Silentio e Le rime sparse" (1914).
Luigi Donati: "L'Anima" in "Le ballate d'amore e di dolore" (1897).
Luisa Giaconi: "L'anima e il sogno" in «L'Idea Liberale», giugno 1895.
Luisa Giaconi: "L'offerta" e "Aneliti" in "Tebaide" (1912).
Alessandro Giribaldi: "L'anima" in "Domenica Letteraria", luglio 1897.
Domenico Gnoli: "La basilica" in "Fra terra e astri" (1903).
Corrado Govoni: "Passeggiata dell'anima convalescente", "Anime sotto vetro" e "Le anime" in "Gli aborti" (1907).
Corrado Govoni: "Anima" in "Poesie elettriche" (1911).
Arturo Graf: "Mare interno" e "Pittura interiore" in "Medusa" (1990).
Giorgio Lais: "Canto autunnale" in "Gens Nova", XXIX, 1905.
Giuseppe Lipparini: "Carmen Sylva" in "Le foglie dell'alloro. Poesie (1898-1913)" (1916).
Enzo Marcellusi: "La mia anima è un vecchio muro" in "I canti violetti" (1912).
Marino Marin: "Come l'oceano l'anima..." in "Sonetti secolari" (1896).
Fausto Maria Martini: "Il rosario dell'anima" in "Panem nostrum" (1907).
Marino Moretti: "Dove sei?" in "Poesie scritte col lapis" (1910).
Arturo Onofri: "Dagli scoscendimenti dei tuoi cupi" in "Aprirsi fiore" (1935).
Francesco Pastonchi: "Le tre sorelle" in "Belfonte" (1903).
Guido Pereyra: "Ci sono in fondo all'anima mia degli esseri morti" in "Il Libro del Collare" (1920).
Romolo Quaglino: "Le due anime" in "Dialoghi d'Esteta" (1899).
Raffaele Salustri: "S. Paolo" in "Poesie" (1891).
Emanuele Sella: "Fuor della storia" in "Monteluce" (1909).
Alberto Tarchiani: "Amen" in "Piccolo libro inutile" (1906).
Federigo Tozzi: "Allegoria" in "La zampogna verde" (1911).
Alfredo Tusti: "Invocazione" in "Capitan Fracassa", settembre 1903.
Alessandro Varaldo: "Anima senti. Ne la dubia aurora" in "Marine liguri" (1898).
Mario Zarlatti: "La Vittoria" in "La Gioventù Lucana", marzo 1904.
Remigio Zena: "Non toccarmi: sono Anima..." in "Le Pellegrine" (1894).
 

 
Testi
VI. 1
di Marino Marin

Come l'oceano, l'anima è un perenne
alternarsi di calme e di procelle,
di luce e d'ombra: i fulmini e le stelle
solcan la superficie ampia e solenne.

E, come in un oceano, erte le antenne
d'oro, passan ne l'anima le snelle
flotte de' sogni: e contro a i massi e in quelle
onde più d'un naviglio a finir venne.

Una maravigliosa isola ride
lungi: ma non vi ammaina alcuna vela:
umano occhio o pensier mai non la vide;

Invano al mar, che a' verdi lidi anela,
tendon le braccia le fallaci Armide;
il mar non reca che la sua querela.

(Da "Sonetti secolari")

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