venerdì 21 ottobre 2011

Piccolo dizionario bio-bibliografico dei poeti italiani simbolisti, decadenti, liberty e crepuscolari: M

OLINDO MALAGODI (Cento 1870 - Parigi 1934). Scrittore e giornalista, dopo la laurea in Lettere si trasferì a Londra come inviato de "La Tribuna" di cui poi divenne direttore. Abbracciò la politica dei liberali e, all'avvento del fascismo, riparò a Parigi dove morì. I suoi versi di gusto classico, presentano atmosfere sognanti e pensose. Opere poetiche: Un libro di versi (1908), Madre nostra (1914), Poesie vecchie e nuove (1928).

MARIO MALFETTANI (Genova 1875-1911). Ottenuta la laurea in legge si dedicò alla letteratura e frequentò alcuni poeti dell'ambiente genovese fra cui Alessandro Giribaldi; appassionatosi di politica, entrò nel partito socialista, morì suicida. Le sue poesie risentono del clima decadente e simbolista che aleggiava nel cenacolo dei poeti di Genova. Opere poetiche: Il 1° libro dei trittici (con A. Giribaldi e A. Varaldo, 1897), Fiori vermigli (1906).

GESUALDO MANZELLA FRONTINI (Catania 1885 - Acitrezza 1965). Scrittore, poeta e giornalista dopo la laurea in Lettere praticò l'insegnamento nei licei di varie località italiane. La sua poesia attraversò varie tendenze, tra cui quella decadente e quella futurista. Opere poetiche: Novissima (1904), Le rosse vergini (1905), Sui gigli gocce sanguigne (1920).

ENZO MARCELLUSI (Cellino Attanasio 1886 - Chieti 1962). Si laureò in Lettere a Roma, qui collaborò a "La VIta Letteraria". Si stabilì poi a Chieti dove esercitò l'avvocatura. La sua poesia è fortemente legata al simbolismo francese, al Pascoli e al D'Annunzio. Opere poetiche: Il giardino dei supplizi (1909), I canti violetti (1913), Intensità (1920), Le poesie (1923).

NICOLA MARCHESE (Trani 1858 - Roma 1910). Avvocato e poeta, scrisse liriche di gusto classico che però presentano anche delle caratteristiche più moderne, vicine al decadentismo. Opere poetiche: Crisantemi (1895), Canzoni a ballo (1901), Le Liriche (1911).

MARIO MARIANI (Roma 1883 - San Paolo, Brasile 1951). Giornalista, scrittore e poeta, arruolatosi negli alpini fece il corrispondente di guerra per "Il Messaggero" ed "Il Secolo". Si specializzò nella scrittura di romanzi erotici subì anche dei processi per oltraggio al pudore. Con l'avvento del fascismo abbandonò l'Italia e si trasferì in Brasile. Pubblicò nel 1905 una raccolta di versi: Antelucano, dai toni decadenti.

MARINO MARIN (Corcrevà di Bottrighe 1860 - Adria 1951). Dopo gli studi entrò come dirigente nel comune di Adria, dal quale incarico fu messo a riposo nel 1914 per una grave malattia agli occhi che alcuni anni dopo lo fece diventare cieco. Poeta classicista, pascoliano e, in alcune raccolte decadente, pubblicò i seguenti volumi di versi: Humus (1892), Sonetti secolari (1896), Voci lontane (1898), Luci e ombre (1904), Narciso (1907), Le Opere e i Giorni (1920).

TITO MARRONE (Sebastiano Amedeo Marrone, Trapani 1882 - Roma 1967). Poeta e drammaturgo, si trasferì ben presto a Roma dove divenne collaboratore de "La Vita Letteraria". Abbandonò ancora giovane l'attività letteraria a causa di delusioni profonde dovute a lutti e a disattese aspettative. Fu poeta simbolista e crepuscolare nelle raccolte: Cesellature (1899), Le gemme e gli spettri (1901), Le rime del commiato (1901), Liriche (1904). I versi dei Poemi provinciali e delle Carnascialate, scritti tra il 1900 e il 1907, in parte furono pubblicati in varie riviste, in parte rimasero inediti.

FAUSTO MARIA MARTINI (Roma 1886 - ivi 1930). Poeta, giornalista e critico teatrale, collaboratore della "Tribuna" e del "Giornale d'Italia", fu grande amico di Sergio Corazzini di cui curò una edizione delle sue Liriche. Le sue poesie crepuscolari sono raccolte in: Le piccole morte (1906), Panem nostrum (1907), Poesie provinciali (1910).

PIETRO MASTRI (Pirro Masetti, Firenze 1868 - ivi 1932). Poeta ed avvocato, collaborò alle riviste "Il Marzocco" e "Vita Nuova". Inizialmente fu profondamente influenzato dalla poetica pascoliana, poi, dopo un lungo periodo di inattività, tornò a scrivere e pubblicare poesie che denotano una spiccata inquietudine religiosa. Opere: Frammenti poetici (1893), L'arcobaleno (1900¹, 1920²), Lo specchio e la falce (1907), La meridiana (1920), La fronda oscillante (1923), La via delle stelle (1927).

RICCARDO MAZZOLA (Napoli 1890 - ivi 1922). Poeta, narratore e giornalista, morì giovanissimo a causa di un incidente automobilistico. Scrisse versi dai toni dannunziani e tardoromantici. Opere poetiche: Fiori di sogno (1906), La battaglia (1909), Noi due (1914).

FRANCESCO MERIANO (Torino 1896 - Kabul, Afghanistan 1934). Giornalista e poeta, fu codirettore della rivista "La Brigata" e collaboratore di "La Diana", "Il Giornale del Mattino" e "Il Popolo d'Italia". Scrisse poesie crepuscolari e futuriste come testimoniano le raccolte: Gli Epicedi e altre poesie (1914), Equatore notturno (1916), Croci di legno (1919).

GUIDO MILELLI (Roma 1885 - ?). Giornalista, fu redattore del "Popolo Romano" e del "Corriere d'Italia". Giovane, frequentò il cenacolo romano di Sergio Corazzini e scrisse poche poesie pubblicate dalla "Vita Letteraria".

MARIO MORASSO (Genova 1871 - Torino 1938). Scrittore e poeta, collaborò al "Campo" e al "Marzocco". Teorizzò il «macchinismo» in anticipo rispetto ai futuristi. Scrisse anche dei versi d'ispirazione simbolista nelle raccolte: Sinfonie luminose (con G. Borzaghi, 1893), I Prodigi (1894), Profezia (1902).

MARINO MORETTI (Cesenatico 1885 - ivi 1979). Romanziere e poeta, è uno dei massimi esponenti del crepuscolarismo; le sue poesie denotano una predilezione per le cose semplici e le atmosfere malinconiche. Opere poetiche: Fraternità (1905), La serenata delle zanzare (1908), Poesie scritte col lapis (1910), Poesie di tutti i giorni (1911), Il giardino dei frutti (1916).

NICOLA MOSCARDELLI (Opena 1894 - Roma 1943). Poeta, narratore e giornalista, collaboratore di "La Voce", di "La Diana" e di "Lacerba", scrisse poesie che attraversano un po' tutte le correnti del suo tempo: dal crepuscolarismo al futurismo al frammentismo vociano. Opere: La Veglia (1913), Abbeveratoio (1914), Tatuaggi (1916), Gioielleria notturna (1918), La mendica muta (1919).

ETTORE MOSCHINO (L'Aquila 1867 - Roma 1941). Poeta, giornalista e drammaturgo, collaborò al "Fanfulla della Domenica" e al "Capitan Fracassa", pubblicò un volume di versi: I lauri (1908), dai toni dannunziani e decadenti.

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