lunedì 17 ottobre 2011

Piccolo dizionario bio-bibliografico dei poeti italiani simbolisti, decadenti, liberty e crepuscolari: D

AURO D'ALBA (Umberto Bottone, Roma 1888 - ivi 1965). Amico di Sergio Corazzini, frequentò i cenacoli dei crepuscolari romani; le sue prime raccolte di poesie, a firma di Umberto Bottone: Lumi d'argento (1906) e Corde ai fianchi (1910), risentono di queste atmosfere. Si avvicinò poi al futurismo, acquisendo il nome d'arte "Auro d'Alba", trovò posto nell'antologia: I Poeti Futuristi e pubblicò altri volumi di versi tra i quali spiccano: Baionette (1915) e Cosmopolite (1919).

LUCIO D'AMBRA (Edoardo Renato Manganella, Roma 1877 - ivi 1939). Romanziere e drammaturgo, scrisse alcuni versi in prima gioventù che radunò nei volumi pubblicati col suo vero nome: Le Sottili pene (1896) e Monile (1898), dove si rintracciano forti tendenze alla lirica simbolista e dannunziana.

GABRIELE D'ANNUNZIO (Pescara 1863 - Gardone Riviera 1938). È il poeta più importante, insieme a Giovanni Pascoli, tra quelli attivi a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. I suoi volumi di versi, a cominciare da quelli pubblicati nell'ultimo decennio dell'Ottocento, fino alle Laudi, sono pilastri della poesia decadente italiana. Fu lui inoltre, tra i primi a importare in Italia quelle atmosfere care ai poeti simbolisti francesi; non di meno introdusse il liberty in poesia, tendenza asssolutamente nuova nella letteratura italiana dell'epoca. Opere principali: L'Isotteo - La Chimera (1889), Elegie romane (1892), Poema paradisiaco (1893), Alcyone (1904).

GUIDO DA VERONA (Guido Verona, Saliceto Panaro 1881 - Milano 1939). Scrittore e poeta, pubblicò i seguenti volumi di liriche: I frammenti d'un poema (1902), Bianco amore (1907), Con tutte le vele (1910), Il libro del mio sogno errante (prose miste a poesie, 1919). È famoso più per i suoi romanzi che per le sue poesie, quest'ultime sono ricche di accenti sensuali, esotici e decadenti.

RAOUL DAL MOLIN FERENZONA (Firenze 1879 - Milano 1964). Artista "bohèmien" e "maudit", girovagò per le maggiori città europee (Parigi, Londra, Praga ecc.); si dedicò alle arti visive, alla prosa e alla poesia. I suoi versi presentano elementi di chiara ascendenza simbolista ed esoterica. Opere: La Ghirlanda di Stelle (1912), Zodiacale (1919), A ô B (1923), Ave, Maria! (1929).

ITALO DALMATICO (Gerolamo Italo Boxich, Zara 1868 - ?). Pubblicò un solo volume di versi (almeno in italiano), Juvenilia (1903); qui, oltre alla presenza di tematiche simboliste, si riscontra una prevalenza di modi colloquiali e di argomenti bucolici.

ENRICO DAMIANI (Palermo 1879 - ?). Non esistono suoi libri di poesie, pubblicò alcuni versi dai toni neoromantici e decadenti su riviste come "Il Trionfo d'Amore" e "La Stella e l'Aurora Milanese".

GUGLIELMO FELICE DAMIANI (Morbegno 1875 - Napoli 1904). Dopo la laurea, insegnò letteratura in varie località, tra cui Napoli; qui si dedicò anche al giornalismo e alla critica letteraria. Morto a soli ventinove anni, fece in tempo a pubblicare due libri di poesie: Le due fontane (1899) e La casa paterna (racconto in versi, 1903); la sua opera poetica completà uscì postuma in due volumi col titolo: Lira spezzata (1907-1912). L'ispirazione dei suoi versi nasce dalla contemplazione elegiaca della natura e da un senso profondo di malinconia.

ADOLFO DE BOSIS (Ancona 1863 - Pietralacroce 1924). Non ancora ventenne si trasferì a Roma per studiare giurisprudenza, qui entrò in contatto con vari circoli letterari e conobbe, tra gli altri, Gabriele D'Annunzio. Direttore della rivista "Il Convito", traduttore dell'opera di Shelley, compose versi dai contenuti decadenti e sensuali. Opere: Amori ac silentio sacrum (1900), Amori ac silentio e Le Rime sparse (1914).

FEDERICO DE MARIA (Palermo 1883 - ivi 1954). Poeta e giornalista, fu tra i primi a usare il verso libero, anticipando in parte il futurismo, non mancano nei suoi versi anche echi dannunziani e decadenti. Opere: Le Voci (1903), Le canzoni rosse (1904), La leggenda della vita (1909), La ritornata (1933).
GIUSEPPE DE PAOLI (Genova 1885 -1913). Fu amico di Guido Gozzano e quest'ultimo si appropriò di una sua poesia. Collaborò a varie riviste tra le quali "Riviera Ligure" con articoli, traduzioni e poesie. Pubblicò i volumi di versi: Solitaria fonte (1905) e Il sistro d'oro (1909). Poeta d'ispirazione decadente, De Paoli ebbe ben presente la lirica dannunziana.

BENIAMINO DE RITIS (Ortona a Mare 1888 - Roma 1956). Studiò a Roma dove ottenne la laurea in Lettere; fu amico di Sergio Corazzini e di altri poeti romani. Pubblicò un solo volumetto di poesie: Nell'orto degli ulivi (1908) dove domina la tematica francescana.

MARCUS DE RUBRIS (Marco Rossi, 1885 - ?). Poeta, narratore e biografo di Massimo D'Azeglio, fu amico di Marino Moretti che ne recensi le poesie definendolo "promettente poeta simbolista", pubblicò le seguenti opere poetiche; Anima nova (1906), Ne l'estasi dell'anima (1907), La Veglia (1910).

GIUSEPPE DEABATE (San Germano Vercellese 1857 - Torino 1928). Dopo la laurea in legge si diede al giornalismo divenendo cronista della "Gazzetta del Popolo". La sua raccolta poetica principale s'intitola: Il canzoniere del villaggio (1897), qui, accanto alle poesie che celebrano la sua terra natale, si notano dei versi di gusto tardo-scapigliato e decadente.

GINO DEL GUASTA (Pisa 1875 - 1940). Esercitò la professione di medico; amico di Pietro Gori, inizialmente abbracciò la politica degli anarchici e pubblicò degli scritti fortemente antireligiosi, poi, in tarda età, si convertì al cristianesimo. Pubblicò anche qualche opera poetica in cui, raramente, si ritrovano atmosfere care al decadentismo. Opere: L'anima che piange sulla tomba delle memorie (1909), Fiori per l'altare della Vergine (1928).

WILLY DIAS (Fortunata Morpugo Petronio, Trieste 1872 - ivi 1956). È autrice di vari romanzi rosa; giornalista del "Caffaro", firmò un importante documento a favore della libertà di stampa ai tempi del fascismo; dal 1946 entrò nella redazione de "L'Unità". Scrisse pochi versi che pubblicò su riviste importanti come "Domenica Letteraria" e "Poesia". Le sue liriche mostrano chiari influssi pascoliani e decadenti.

LUIGI DONATI (Lugo di Romagna 1870 - 1946). Giornalista, scrittore e bibliotecario, curò l'edizione postuma delle poesie e delle prose di Giacinto Ricci Signorini, fu amico di Gian Pietro Lucini che scrisse una prefazione alla sua opera poetica più significativa: Le Ballate d'Amore e di Dolore (1897), questa si distingue per toni neoromantici, pascoliani e decadenti. Altre opere in versi di Donati sono: Tentativi (1893) e il rieplogativo Poesia di Passione (1928).

GIULIANO DONATI PETTENI (Giovanni Petténi, Bergamo 1894 - ivi 1930). Scrittore, musicologo e giornalista, non ancora dicottenne pubblicò il suo primo volume di versi; partecipò alla Grande Guerra dalla quale tornò con gravi ferite che nel tempo gli causeranno la morte. Poeta delicato, dai toni languidi, sentì l'influenza del decadentismo. Opere: Alba (1910), Novo vere (1911), Versi dorati (1916), Intimità (1926).

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