sabato 2 giugno 2012

Poeti dimenticati: Raffaele Salustri

Raffaele Salustri
Raffaele Salustri nacque a Roma nel 1843; nella città eterna visse facendo l'impiegato e morì nel 1892. In gioventù conobbe e apprezzò i poeti della Scuola romana, soprattutto i fratelli Maccari da cui assimilò la rara semplicità spirituale. Successivamente approfondì gli studi della letteratura europea e diventò fervente seguace di Victor Hugo. Le sue poesie riflettono un'anima intenta ad osservare con meraviglia le cose del mondo; un'anima pregna di spiritualità e conscia della propria, profonda solitudine.

 


Opere poetiche

"Versi", Pallotta, Roma 1866.
"Solitudini", Tipografia del Senato, Roma 1878.
"Solitudini e visioni", Forzani e C., Roma 1886.
"Myosotis", Tip. Fratelli Centenari, Roma 1888.
"Poesie", Artero, Roma 1891.
"Poesie e prose scelte edite e inedite", Forzani e C., Roma 1905.
 


Presenze in antologie

"I poeti minori dell'Ottocento", a cura di Ettore Janni, Rizzoli, Milano 1955-1958 (volume terzo, pp. 319-322).
"Poeti minori dell'Ottocento italiano", a cura di Ferruccio Ulivi, Vallardi, Milano 1963 (pp. 701-707).

 


Testi

La luna alta e serena
Tutta inradia l'amena
Fonte, e dà svariate
Bianchezze a le cascate,
Agl'intrecci, a le fughe,
A le placide rughe
Del bacin, da cui gronda,
Lento diluvio, l'onda,
Al fluttuar solenne
E di veli e di penne
E di frangie, che il vento
Scioglie in nebbia d'argento.
Ma i multiformi albori
Vince co' suoi candori
Lo zampillo, simile
A stelo alto e gentile,
Onde piovon croscianti
Fiori di diamanti.
Da l'acqua armoniosa
Un sospir senza posa
Esce; talor soave,
E talor triste e grave.

(Da "Poesie e prose scelte edite e inedite")


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