sabato 28 gennaio 2012

Da "Vivere ancora" di Ruth Klüger

Si fece umido, poi molto freddo. Era l'inverno '44-45, che nessuno che fosse ancora in Europa dimenticherà mai. La mattina ci svegliavano con una sirena o un fischietto, e nel buio stavamo in piedi per l'appello. Stare in piedi, stare semplicemente in piedi mi ripugna ancor oggi a tal punto, che a volte esco da una coda e me ne vado quando tocca quasi a me, solo perché non voglio restare in fila un istante di più.

(Ruth Klüger - Vivere ancora, Einaudi, Torino 1992, p. 145)

Nessun commento:

Posta un commento