martedì 24 gennaio 2012

Antologie: Poeti simbolisti e liberty in Italia





"Poeti simbolisti e liberty in Italia" è il titolo di un'antologia curata dal critico letterario Glauco Viazzi e dall'editore Vanni Scheiwiller, il cui primo volume uscì nel 1967. Al termine di suddetto volume, una "nota degli editori" chiariva il motivo della nascita di una antologia poetica decisamente inconsueta:

«La nostra curiosità è stata mossa dal fatto che nel suo Il verso libero G. P. Lucini parlasse di una corrente simbolista, e ne tracciasse una sorta di profilo. Abbiamo verificato i suoi autori, ed esplorato un poco il periodo: abbiamo riscontrato effettivamente l'esistenza nel ventennio che va dal '95 al '15 circa, di un'aera simbolista e liberty, nata come fase differenziata di sviluppo della Scapigliatura, e caratterizzata da una sua evoluzione caratteristica».

Secondo gli editori, l'evoluzione della poesia scapigliata giunge inizialmente ad un simbolismo rigoroso che si rifà principalmente a Mallarmè ed a Verlaine, si dirama quindi in più versanti: da quello crepuscolare a quello futurista e frammentista; il tutto comporta un graduale e costante abbandono delle forme chiuse per abbracciare quel verso libero di cui proprio il Lucini (figura fondamentale da noi per quel che concerne la poesia simbolista) fu, con l'opera citata in precedenza, l'esaltatore principale.
Nel primo volume di questa atipica e preziosa antologia figurano, oltre al Lucini, alcuni intellettuali che proprio al poeta lombardo furono molto vicini, tanto da creare un cenacolo (intorno al 1894) che aveva come punto di riferimento la poesia simbolista francese, all'epoca pressoché sconosciuta in Italia, e che comprendeva i nomi di Italo Dalmatico, Luigi Donati, Cosimo Giorgieri Contri, Romolo Quaglino, Silvio Pagani, Alberto Sormani e Giovanni Tecchio. Ci sono poi altri poeti che avevano come punto di riferimento un personaggio bizzarro quale fu Agostino John Sinadinò, scrittore bilingue nato in Egitto e autore di opere poetiche certamente rivoluzionarie, soprattutto dal versante della forma poetica e del linguaggio; questi poeti, provenienti dalla Sicilia, sono: Enrico Cardile, Federico De Maria, Tito Marrone, Giuseppe Rino, Umberto Saffiotti, Emilio e Francesco Scaglione e Angelo Toscano. Meno rappresentata risulta invece (sempre parlando del primo volume) la compagine che si stringeva attorno al poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, anch'egli lettore e traduttore di poeti simbolisti (Rimbaud e Verlaine su tutti); quest'ultima era rappresentata da scrittori liguri come Adelchi e Pier Angelo Baratono, Alessandro Giribaldi, Mario Malfettani, Alessandro Varaldo.
Passando ad una fase più evoluta del simbolismo nostrano, si può ben dire che i poeti crepuscolari ne siano chiaramente all'interno; non a caso qui figurano i nomi di Carlo Chiaves, Sergio Corazzini, Guelfo Civinini, Corrado Govoni, Guido Gozzano, Fausto Maria Martini e Carlo Vallini. Proseguendo in linea temporale ad analizzare le nuove tendenze poetiche del primissimo Novecento, ecco spuntare il futurismo teorizzato da Filippo Tommaso Marinetti che, pur avendo caratteristiche in gran parte innovative, mantiene, se si parla di molti suoi rappresentanti poetici, aspetti che si rifanno ad un passato recente ed in modo particolare proprio al simbolismo, lo stanno a dimostrare le poesie di Libero Altomare, Antonio Bruno, Paolo Buzzi, Francesco Cangiullo, Enrico Cavacchioli e di Auro D'Alba.
Per quanto riguarda quegli scrittori che portarono in auge il cosiddetto frammentismo e che si radunavano intorno alla celebre rivista letteraria "La Voce", in questa prima parte antologica c'è ben poco (a parte Arturo Onofri di cui però vengono scelti i versi della fase crepuscolare).
Da non dimenticare poi la presenza di poeti che, pur non essendo stati mai inseriti in scuole o gruppi, dimostrarono di interpretare in modo lucido ed efficace la nuova poesia nata in Francia pochi anni prima; è questo il caso di Ricciotto Canudo (altro intellettuale sui generis), Girolamo Comi, Luisa Giaconi, Amalia Guglielminetti, Antonio Rubino (anche ottimo disegnatore), Domenico Tumiati, Guido da Verona e Remigio Zena. Quest'ultimo è, stranamente, l'unico poeta compreso in questa prima selezione, la cui opera sia interamente riconducibile al secondo Ottocento.
Vi sono, infine, delle scelte singolari; non voglio tanto riferirmi a quella di un musicista quale sostanzialmente fu Giuseppe Vannicola, che pure scrisse dei versi ed attraversò il simbolismo anche e soprattutto con le sue prose, quanto invece a Julius Evola, certo non famoso per aver scritto dei versi simbolisti.
Ecco di seguito i nomi dei poeti presenti nel primo volume, tra parentesi, per ognuno di essi, c'è l'anno di nascita e di morte (ove siano conosciuti).
 

VOLUME PRIMO (1967)

Gian Pietro Lucini (1867-1914); Libero Altomare (1883-1969); Gustavo Botta (1880-1948); Antonio Bruno (1893-1932); Paolo Buzzi (1874-1956); Francesco Cangiullo (1888-1977); Ricciotto Canudo (1877-1923); Enrico Cardile (1883-1951); Enrico Cavacchioli (1885-1954); Carlo Chiaves (1883-1919); Guelfo Civinini (1873-1954); Girolamo Comi (1890-1968); Sergio Corazzini (1886-1907); Giovanni Croce (1889-1911); Auro D'Alba (1888-1965); Italo Dalmatico (1868-?); Federico De Maria (1883-1954); Luigi Donati (1870-1946); Julius Evola (1898-1974); Enrico Fondi (1881-1953); Eugenio Gara (1888-1985); Luisa Giaconi (1870-1908); Corrado Govoni (1884-1965); Guido Gozzano (1883-1916); Amalia Guglielminetti (1881-1941); F. T. Marinetti (1876-1944); Fausto M. Martini (1886-1931); Arturo Onofri (1885-1928); Aldo Palazzeschi (1885-1974); Guido Pereyra (1881-1968); Romolo Quaglino (1871-1938); Giuseppe Rino (1886-1963); Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (1871-1919); Antonio Rubino (1880-1964); Umberto Saffiotti (1882-1927); G. A. Sanguineti (?-?); Agostino J. Sinadinò (1876-1956); Alberto Sormani (1866-1893); Angelo Toscano (1879-1908); Federigo Tozzi (1883-1920); Domenico Tumiati (1874-1943); Carlo Vallini (1885-1920); Giuseppe Vannicola (1877-1915); Mario Venditti (1889-1964); Guido da Verona (1881-1939); Mornor Yadolfe (1881-1962); Remigio Zena (1850-1917).


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Il secondo volume di "Poeti italiani simbolisti e liberty in Italia" uscì nel 1971 (ben quattro anni dopo il primo). Aprendolo si nota un netto aumento di pagine e di poeti inclusi, a questo proposito non figurano certo come maggioranza i "riconfermati", mentre compaiono in folta schiera poeti molto attivi nella seconda metà dell'Ottocento che nel volume precedente erano stati sicuramente trascurati: ecco allora la presenza (gradita) di Vittoria Aganoor, Pompeo Bettini, Gabriele D'Annunzio, Adolfo De Bosis, Augusto Ferrero, Arturo Graf, Luigi Gualdo, Enrico Nencioni e Giovanni Pascoli. Troviamo anche qualche altro nome ingiustamente dimenticato dai curatori del primo volume, come quello di Cosimo Giorgieri-Contri, Tito Marrone, Francesco Scaglione, Diego Valeri, Fausto Valsecchi e, soprattutto, Alessandro Giribaldi: punto di riferimento (insieme al Ceccardi) per molti poeti liguri tra i quali anche Mario Malfettani e Alessandro Varaldo anch'essi presenti in questo volume. C'è poi Dino Campana, definito da alcuni critici come il poeta italiano maggiormente vicino alla figura e all'opera di Arthur Rimbaud. Altri inserimenti sono, in verità, rappresentati da poeti piuttosto marginali. C'è anche qui una sorprendente inclusione: quella del critico Vittorio Pica che compare con una traduzione di un brano di Mallarmé. Sorprende infine la doppia presenza di Edmondo Corradi, scrittore emiliano che pubblicò alcune raccolte di versi col suo vero nome e una con lo pseudonimo di Ermanno Orlandi; quest'ultimo è qui considerato come poeta "reale".

 
VOLUME SECONDO (1971)

Gian Pietro Lucini; Vittoria Aganoor Pompilj (1855-1970); Libero Altomare; Pompeo Bettini (1862-1896); Fausto M. Bongioanni (1902-1979); Gustavo Botta; E. A. Butti (1868-1912); Paolo Buzzi; Dino Campana (1885-1932); Carlo Chiaves; Giovanni Cavicchioli (1894-1964); Decio Cinti (1879-1954); Guelfo Civinini; Sergio Corazzini; Edmondo Corradi (1873-1931); Auro D'Alba; Italo Dalmatico; Lucio D'Ambra (1877-1939); Gabriele D'Annunzio (1863-1938); Guido da Verona; Adolfo De Bosis (1863-1924); Gino Del Guasta (1875-1940); Federico De Maria; Willy Dias (1872-1956); Luigi Donati; Augusto Ferrero (1866-1924); Enrico Fondi; Aldo Fumagalli (?-?); Diego Garoglio (1866-1933); Luisa Giaconi; Cosimo Giorgieri-Contri (1870-1943); Alessandro Giribaldi (1874-1928); Corrado Govoni; Guido Gozzano; Arturo Graf (1848-1913); Luigi Gualdo (1847-1898); Amalia Guglielminetti; Virgilio La Scola (1869-1927); Marino Marin (1860-1951); Mario Malfettani (1875-1911); Mario Mariani (1883-1951); F. T. Marinetti; Tito Marrone (1882-1967); Fausto M. Martini; Enrico Nencioni (1837-1896); Ermanno Orlandi; Giovanni Pascoli (1855-1912); Vittorio Pica (1865-1930); Romolo Quaglino; Ceccardo Roccatagliata Ceccardi; Antonio Rubino; G. A. Sanguineti; Emilio Scaglione (1891-1946); Francesco Scaglione (1889-?); Agostino J. Sinadinò; Alberto Sormani; Térésah (1877-1964); Domenico Tumiati; Aurelio Ugolini (1875-1907); Teofilo Valenti (1884-?); Diego Valeri (1887-1976); Fausto Valsecchi (1891-1914); Giuseppe Vannicola; Alessandro Varaldo (1876-1953); Mario Venditti; Remigio Zena.
 

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Il terzo ed ultimo volume di "Poeti simbolisti e liberty in Italia" uscì un anno dopo il secondo, nel 1972. Pur inserendo altri nomi nuovi, tra i quali gli eccellenti Giovanni Alfredo Cesareo, Pietro Mastri ed Enrico Panzacchi, non eccelle, come il secondo, per un simile motivo, ma, semmai, per porre in evidenza l'importanza delle scuole e dei cenacoli creatisi nella penisola italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento e che avevano la precisa intenzione di ringiovanire la poesia nostrana facendole acquisire quelle caratteristiche così innovative già esaltate e assimilate dalla poesia d'oltralpe, e che, naturalmente, faceva riferimento all'area simbolista.
Concludo ricordando l'importanza di questa antologia: il tentativo di ricerca e di selezione fatto tra i nostri poeti più vicini al movimento simbolista portò ad un risultato che non aveva precedenti nella nostra letteratura, e, se si eccettua un'altra antologia curata anch'essa da Glauco Viazzi: "Dal simbolismo al decò" del 1981, si può ben dire che un esperimento di tal genere non sia stato più realizzato in Italia fino ad oggi. Per questo e per altri motivi tale opera è da ritenersi preziosissima.
 

VOLUME TERZO (1972)

Gian Pietro Lucini; Antonino Anile (1869-1943); Antonio Beltramelli (1879-1930); Francesco Biondolillo (1887-1974); Gustavo Botta; Enrico Annibale Butti; Giovanni Camerana (1845-1905); Dino Campana; Ricciotto Canudo; Luigi Capuana (1839-1915); Emanuele Castelbarco (1884-1964); Enrico Cavacchioli; Giovanni Cavicchioli; G. A. Cesareo (1860-1937); Carlo Chiaves; Arturo Colautti (1851-1914); Sergio Corazzini; Raoul Dal Molin Ferenzona (1879-1946); Gabriele D'Annunzio; Guido da Verona; Federico De Maria; Luigi Donati; Enrico Fondi; Alessandro Giribaldi; Corrado Govoni; Arturo Graf; Luigi Gualdo; Mario Malfettani; Nicola Marchese (1858-1910); F. T. Marinetti; Tito Marrone; Fausto Maria Martini; Pietro Mastri (1868-1932); Arturo Onofri; Silvio Pagani (1867-?); Giovanni Pascoli; Enrico Panzacchi (1840-1904); Luca Pignato (1891-1955); Francesco Polese (1860-?); Romolo Quaglino; Giuseppe Rino; Ceccardo Roccatagliata Ceccardi; Antonio Rubino; Umberto Saffiotti; Francesco Scaglione; Agostino J. Sinadinò; Alberto Tarchiani (1885-1964); Angelo Toscano; Federigo Tozzi; Aurelio Ugolini; Giorgio Umani (1892-1965); Teofilo Valenti; Giuseppe Vannicola; Alessandro Varaldo.


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