lunedì 21 maggio 2012

"Armonia in grigio et in silenzio" di Corrado Govoni

Corrado Govoni nel 1903
"Armonia in grigio et in silenzio" è il titolo della seconda raccolta poetica di Corrado Govoni (Tàmara 1884 - Lido dei Pini 1965) che, come la prima (intitolata "Le fiale") uscì nel 1903 presso l'editore Lumachi in Firenze. Si tratta della prima opera in versi che possa definirsi crepuscolare, è in questo libro infatti che compaiono una serie di elementi caratteristici di tale poesia che Govoni in gran parte utilizzò per primo, pur ispirandosi alla lirica dei tardo-romantici e dei simbolisti francesi e belgi, conosciuti dai poeti crepuscolari sia perché letti direttamente, sia perché un altro poeta italiano: Gabriele D'Annunzio, li aveva praticamente saccheggiati nel comporre i versi del libro "Poema paradisiaco", pubblicato nel 1893 e certamente noto a Govoni e agli altri poeti del crepuscolarismo. Senza dubbio il poeta straniero che più si ritrova presente nell'opera govoniana è il belga Georges Rodenbach, autore di volumi in versi e, soprattutto del romanzo "Bruges la morta", dalle atmosfere decadenti e malinconiche, vicinissime a quelle di "Armonia in grigio et in silenzio". L'operazione di Govoni fu in sostanza far diventare la sua città: Ferrara, ciò che era Bruges per Rodenbach. Ecco allora il motivo per cui nei versi di "Armonia" è facile trovare giornate piovose, campane che suonano tristemente a morto, suore che escono ed entrano dai loro conventi, strade deserte, lumicini fiochi, chiese, santuari, cimiteri, lapidi e tanto altro ancora che si può ritrovare facilmente leggendo il romanzo citato di Rodenbach nonché molte delle sue poesie. A questi elementi distintivi bisogna aggiungere un immancabile clima di malinconia e di tedio.
"Armonia in grigio et in silenzio" si apre con una dedica al gatto del poeta, cui seguono quattro sezioni che sono: CANTO FERMO, LA FILOTEA DE LE CAMPANE, ROSARIO DI CONVENTI, LA CERTOSA; ogni sezione contiene da un minimo di quindici ad un massimo di trentuno poesie (per un totale di novantuno), molte delle quali sono senza titolo.
Una ristampa anastatica del raro e prezioso libro di Govoni fu pubblicata a Milano dall'editore Scheiwiller nel 1989 (vedi immagine in basso), un'altra edizione uscì nel 1993 presso l'editore Palomar di Bari.

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