venerdì 25 aprile 2014

Da "Uomini e no" di Elio Vittorini

Questo forse era il punto. Che si potesse resistere come se si dovesse resistere sempre,e non dovesse esservi mai altro che resistere. Sempre che uomini potessero perdersi, e sempre vederne perdersi, sempre non poter salvare, non potere aiutare, non potere che lottare o volersi perdere. E perché lottare? Per resistere. Come se mai la perdizione ch’era sugli uomini potesse finire, e mai potesse venire una liberazione. Allora resistere poteva esser semplice. Resistere? Era per resistere. Era molto semplice.

(Da "Uomini e no" di Elio Vittorini, Mondadori, Milano 2003, p. 190)

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