sabato 9 marzo 2013

"Insiemi" di Gianni Rodari

L'amico virtuale, l'amico d'infanzia, l'amico di scuola, l'amico del quartiere, l'amico del lavoro, l'amico del cuore... Quanti amici! Ma esistono veramente? La verità è che quasi tutta l'umanità è priva di vere amicizie; il concetto è ben espresso da un famoso proverbio: "Chi trova un amico trova un tesoro": quante persone nella vita trovano dei tesori? Eppure, mai come nel nostro tempo la parola "amico" è stata usata tanto a sproposito; in special modo nei cosiddetti social network presenti su internet c'è uno sproporzionato e quanto mai sbagliato uso di questa parola. A tal proposito vorrei proporre una geniale poesia di Gianni Rodari (1920-1980) che fa parte del volumetto intitolato "Il cavallo saggio. Poesie epigrafi esercizi" e che è stato ristampato due anni fa dalla Einaudi di Torino (la prima edizione uscì grazie a "Editori Riuniti", a Roma nel 1984); qui sono raccolte le poche poesie dello scrittore non riservate al pubblico infantile; ve ne sono di validissime, ma sull'argomento che ho appena trattato mi piace riportare Insiemi perchè ben rispecchia quella voglia attualissima di "condividere", di cercare le cose più strane e lontane che possano unire persone diversissime e distanti, probabilmente per la necessità inconscia di sentirsi meno soli. 
 


 
INSIEMI

Lo consolava la matematica degli insiemi.
Riflettendo sui suoi casi facilmente scopriva
di far parte di numerosi insiemi così catalogabili:
l’insieme degli uomini nati nel 1920,
l’insieme degli uomini nati nel 1920 tutt’ora viventi,
l’insieme di tutti i nati,
l’insieme di tutti i mancini,
l’insieme degli epatopatici,
l’insieme degli addetti al commercio,
l’insieme degli addetti al lavoro,
l’insieme delle persone che portano l’orologio al polso,
l’insieme dei mammiferi,
l’insieme dei bipedi
(di questi due insiemi egli occupava saldamente l’intersezione
senza l’imbarazzo di chi tiene il piede in due scarpe),
l’insieme degli abitanti della via Lattea,
la cui tabulazione sarà possibile
solo a completamento della sua esplorazione,
l’insieme di coloro che hanno schifo dei ragni,
l’insieme degli utenti della strada,
l’insieme degli italiani sopravvissuti alla seconda guerra mondiale,
l’insieme degli italiani che temono la terza,
l’insieme degli europei che abitano a sud di Francoforte sul Reno ma a nord del Busento,
a ovest di Saint-Tropez ma a est di Salonicco,
l’insieme degli uomini bianchi,
l’insieme degli uomini bianchi con occhi celesti,
l’insieme dei lettori di libri gialli, sia bianchi che negri,
l’insieme delle persone che non sanno usare un calcolatore elettronico,
l’insieme dei lettori di giornali che non scrivono al direttore,
l’insieme dei vertebrati,
l’insieme degli alfabetizzati,
l’insieme dei moderatamente alcoolizzati
l’insieme dei viaggiatori che sono stati una sola volta a Brindisi ma non una volta sola a Recanati,
l’insieme delle organizzazioni individuali di materia vivente, di cui fanno parte vescovi, ministri, tranvieri, scolopendre, eucalipti, rododendri, muschi, scrittori, trachinie, delfini, batteri, microbi, principi del sangue,
l’insieme di coloro il cui nome comincia con la lettera M,
tra cui si notano principi del foro, donne di strada, attori svedesi, minatori boliviani, guardie di finanza,
ex membri del partito comunista, pastori, monaci buddisti,
l’insieme dei compratori di cravatte
(che non sta in corrispondenza biunivoca
con l’insieme dei portatori di cravatte,
stanteché molte mogli comprano cravatte ma non le portano
e molti mariti portano cravatte ma non le comprano).
Col tempo si rese conto, non senza un sentimento di orgoglio,
di essere un elemento di un insieme infinito
quale è certamente al di là di ogni meschino dubbio
l’insieme degli uomini reali e degli uomini immaginari.
Scoprì con gioia di far parte di numerosi sottoinsiemi,
di insiemi universali,
di insiemi disgiunti,
di insiemi complementari.
Lo entusiasmò la certezza che mai, per soffiar di venti,
sarebbe precipitato in un insieme vuoto,
quale l’insieme degli uomini alti diciotto metri,
l’insieme dei presidenti della R. I. eletti prima del 1940,
l’insieme dei numeri pari divisori di tredici,
l’insieme dei ramarri parlanti, l’insieme dei rettangoli con cinque angoli,
l’insieme delle chitarre che fumano la pipa
e quello delle pipe che suonano la chitarra.
Paragonando l’insieme dei violinisti
e quello dei generali d’artiglieria
giunse a formulare il seguente sillogismo:
tutti i violinisti hanno i capelli lunghi,
taluni generali d’artiglieria hanno i capelli corti,
dunque taluni generali d’artiglieria non sono violinisti.
La scoperta lo riempì d’entusiasmo:
riunì i violinisti, i generali e se stesso
in un apposito insieme di cui diede la rappresentazione tabulare
provando un vivo senso di solidarietà.
Ogni giorno egli aggiungeva all’inventario dei suoi insiemi
decine di nuovi interessanti raggruppamenti.
Come avrebbe potuto sentirsi mai solo,
o temere per le sue difese personali,
contemplando l’insieme di tutti i suoi insiemi,
vedendolo crescere a vista d’occhio,
docile ai suoi comandi?
Mai vi fu uomo più sicuro, più protetto,
eserciti innumerevoli muovevano in suo soccorso
da ogni parte del cosmo,
dalle profondità del tempo,
dalle sterminate riserve dell’immaginazione,
da ogni piano del condominio.
Eppure di quando in quando, con frequenza irregolare,
guardandosi allo specchio o toccandosi la guancia,
non vedeva che un’immagine un po’ assurda.
Chiusa la porta di casa,
oltre a lui non c’era anima viva nelle stanze.
La notte si destava inquieto
nell’insieme dei suoi mobili, da cui restava escluso,
pensava stancamente un insieme
che costringesse almeno i fiori finti
a schierarsi al suo fianco
e, «che sarà», si domandava, «di me».

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