mercoledì 17 aprile 2013

Le rondini in 10 poesie di dieci poeti italiani del XX secolo


"Bei cerchi della vita", "piccole croci nere nere", "frecce avvelenate della primavera": così sono state fantasiosamente definite dai poeti le rondini, questi simpatici pennuti che in primavera, puntualmente, ogni anno tornano a farci compagnia popolando i nostri cieli. E sono ritornate anche quest'anno, sono tornate malgrado l'indifferenza degli uomini, immersi nei loro bassi, sporchi e vuoti affari quotidiani, gettati nelle loro stupide e vacue scorribande per le strade cittadine. Gli uomini, che stanno rendendo questo pianeta invivibile, col loro egoismo, la loro brama di ricchezza, spinti dalla presunzione di sostituirsi a Dio, di possedere la Terra.
...Eppure esse ritornano, ogni anno, basta guardare il cielo per accorgersene, per capire che, nonostante la assurda e inutile presenza dell'umanità, la vita sulla Terra continua, con tenacia, come accade da secoli e secoli, come accadrà fino alla fine dei tempi (malgrado l'uomo).



RONDINI
di Corrado Govoni (1884-1965)

«Son tornate le rondini al lor nido
sotto la gronda de la tua finestra...»
Dunque è vero ch'io sono dal mio nido
così lontano, da la mia finestra!

Dunque è vero ch'io ancora mi confido
de la speranza che mi sequestra
da te lontano, ed i miei giorni affido
del destino a l'instabile balestra!

Le rondinelle àn fatto già ritorno
al loro nido placido e sicuro
sotto il mio cornicione logorato...

O mamma, mamma, quando verrà il giorno
che gettandomi al tuo collo puro
potrò gridarti: - anch'io son tornato! -

(Da "Le fiale", Lumachi, Firenze 1903)





LA BUONA NOTTE DELLE RONDINI
di Angiolo Silvio Novaro (1866-1938)

Quando muore il dì perduto
dietro qualche oscura vetta,
quando il buio occupa muto
ogni vuota erbosa via,
una strana frenesia
tra le rondini scoppietta.

Come bimbi sopra l'aia
giocan elle con giulive
grida intorno alla grondaia,
e poi su nel cielo rosa
vanno vanno senza posa
dove Iddio soletto vive.

Gaie arrivano in presenza
del buon Dio che tutte accoglie;
una bella riverenza
fa ciascuna, e poi dice:
- Sia la notte tua felice! - 

Scioglie il volo, e giù si china
con un poco di tremore
per la lieve aria turchina;
e ritrova le sue orme,
trova il nido, e ci si addorme
col capino sopra il cuore.

(Da "Il Cestello", Treves, Milano 1910)





RONDINI
di Diego Valeri (1887-1976)

Rondini allegre, rondini leggere,
in giro in giro, vorticosamente:
ma nello specchio del mio cuor dolente
tante piccole croci nere nere...

(Da "Crisalide", Taddei, Ferrara 1919)





LA FINE DELLE RONDINI
di Mario Venditti (1889-1964)

S'eran levate con un frullo tale
che avea mutato il volo repentino
in una tarantella a concertino
e in nacchera ciascuna coppia d'ale.

Ma, quando il cielo non fu più turchino,
allora il ritmo diventò ineguale:
ora speranza d'albero ospitale,
or nostalgia di nido non vicino.

Una ferrata antenna, animatrice
d'incudini, le filiformi braccia
tese allo sciame come salvatrice.

Ma, a pena tocca, folgorò con fiamma
occulta: e offerse alla funerea marcia
del turbine un orrendo pentagramma.

(Da "Il cuore al trapezio", Taddei , Ferrara 1921)





RONDINE
di Augusto Garsia (1889-1956)

Quando annotta e le strade son deserte,
nell'ultima aria chiara, ne la molle
tranquillità de le tacite offerte,
dal silenzio una rondine s'estolle.

Nell'aria greve de l'olezzo inerte
ch'effondono invisibili corolle,
tra raggi estremi ed ombre già più certe,
guizza trillando una rondine folle.

Sol essa non ha pace, e in questa breve
stasi d'incanto nel mio cuor profondo
urge malinconia per tanto lieve

esistere che trepida errabondo,
dall'ale nere e dal petto di neve,
imagin de l'occulta ansia del mondo.

(Da "Voci del mio silenzio", Campitelli, Foligno 1927)





LE RONDINI
di Farfa (1879-1964)

in deliziose cappe di raso nero
dattilografavano il risveglio
dettàto dall'aurora

(Da "Noi miliardario della fantasia, La Prora, Milano 1933)





ALLE RONDINI
di Angiolo Orvieto (1869-1967)

  O rondinelle, a vedervi tornare
l'anima s'empie dell'odor del mare.
E sogna in alto le sottili antenne,
le melodie che fa l'onda perenne,
e il cuor ventenne cui sol piace amare.

  O rondinelle d'amore maestre,
fatemi preste il vostro incanto in cuore,
ch'io mi ricordi almeno
ciò che si sente quando albeggio in seno
la giornata d'amore.

  O rondinelle maestre di canto,
fatemi in mezzo al cuore un po' d'incanto,
che almeno io mi ricordi
ciò che si sente quando il cuore è pieno
d'armoniosi accordi.

  O rondinelle maestre di volo,
fatemi in mezzo al cuor vostra magia,
onde l'anima mia
ricordi almeno quanto forte sia
la gioia di volare.

  O rondinelle, a vedervi tornare
l'anima s'empie dell'odor del mare.

(Da "Il gonfalon selvaggio", 1934)





QUEST'ANNO...
di Umberto Saba (1883-1957)

Quest'anno la partenza delle rondini
mi stringerà per un pensiero il cuore.

Poi stornelli faranno alto clamore
sugli alberi al ritrovo del viale
XX settembre. Poi al lungo male
dell'inverno compagni avrò qui solo
quel pensiero, e sui tetti il bruno passero.

Alla mia solitudine le rondini
mancheranno, e ai miei dì tardi l'amore.

(Da "Uccelli", Ed. dello Zibaldone, Trieste 1950)





LA RONDINE
di Gaetano Arcangeli (1910-1970)

In un paese sospeso a mezza costa,
in giorni neutri di un'estate incerta,
rondini imprevedute a lungo stettero
a conversare fitto, appese a fili,
o a buttarsi in voli radenti
sull'asfalto, se minacciava pioggia...

Enigmatiche e audaci mi sfioravano,
instancabili d'ali e di bisbigli
che mi provavo a cogliere e ad intendere;
poi, disperando, spiavo le nuvole,
se mai, da esse, il segno di una sorte,
in squarci di foschia, mi trasparisse...

Ma un giorno, inavvertite, via migrarono.
E a quei monti a me migrasti tu,
bruna rondine tesa e solitaria.

(Da "L'Appennino e nuove poesie", Mondadori, Milano 1963)





LE RONDINI
di Carlo Betocchi (1899-1986)

Le rondini, bei cerchi della vita,
intatti e non vissuti,
senza che il tempo azzurro li soverchi,
son tempi in cui non vige una misura
sommersi dentro un suono di campane
che li innalza e li abbassa,
che forano e trapassano,
per ritornare fertili di vita
e privi di ricordi, a l'onda antica.

(Da "Tutte le poesie", Mondadori, Milano 1984)

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