mercoledì 5 dicembre 2012

Poeti dimenticati: Diego Angeli

Diego Angeli nacque a Firenze nel 1869 e morì a Roma nel 1937. Grande appassionato di arte, approfondì i suoi studi nel settore trasferitosi a Roma. Qui strinse amicizia con Gabriele D'Annunzio e Adolfo De Bosis. Collaborò a varie riviste tra le quali spiccano "Il Convito", "Capitan Fracassa" e "Il Marzocco". Fu poeta dannunziano e decadente in alcune raccolte poetiche uscite nel decennio compreso tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. In seguito si dedicò alla scrittura di romanzi, novelle e saggi di ottimo valore.


 
 
 
Opere poetiche
"La città di vita", Premiata tip. dell'Umbria, Spoleto 1896.
"L'oratorio d'amore, 1893-1903", Dante alighieri, Roma-Milano 1904.
 
 
 
Presenze in antologie
"Dai nostri poeti viventi", 3° edizione, a cura di Eugenia Levi, Lumachi, Firenze 1903 (pp. 16-17).
"Dal simbolismo al déco", a cura di Glauco Viazzi, Einaudi, Torino 1981 (Tomo primo, pp. 95-98).
 
 
 
Testi
LA MERIDIANA

Nel folto labirinto di mortelle che tante
primavere ha veduto col tempo ritornare,
sta la Meridiana come ultimo altare
di un nume agreste nella breve selva fragrante.

Intorno al fregio è scritto: FERISCON TUTTE QUANTE
L'ULTIMA UCCIDE. Ferma sotto il corso solare
l'asta di bronzo accenna l'ora. Passano rare
nubi che a volte velan l'obliato quadrante.

Forse un giorno lontano due pupille ansiose
scrutaron se mai l'ombra grave attingesse l'ora
e bramaron che il sole si fermasse là su.

Ahi quanti soli e quante lune sulle corrose
cifre ritracceranno lo stesso segno ancora
senza che ormai nessuno se ne interessi più!

(Dalla rivista "Nuova Antologia")

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