venerdì 4 novembre 2011

Piccolo dizionario bio-bibliografico dei poeti italiani simbolisti, decadenti, liberty e crepuscolari: U, V, Y, Z

AURELIO UGOLINI (Alessandria d'Egitto 1875 - L'Aquila 1907). Studioso dell'opera di Giuseppe Gioacchino Belli, fu insegnante ginnasiale e poeta; pubblicò una sola raccolta di versi: Viburna (1905) che ebbe una seconda edizione ampliata dopo la sua morte (1908). Le sue poesie di stampo classicista presentano ascendenze pascoliane e, in alcuni casi, toni decadenti.

TEOFILO VALENTI (Macerata 1884 - ?). Poeta di cui si conosce poco, fu un collaboratore della rivista "Lirica", pubblicò i seguenti volumi di poesie: Le visioni (1906), Lo specchio e la rosa (1921). I suoi versi appartengono all'area simbolista e decadente della nostra letteratura.

DIEGO VALERI (Piove di Sacco 1887 - Roma 1976). Poeta, traduttore e insegnante collaborò con "La Lettura", "La Diana" e "La Brigata". È l'autore dei seguenti volumi di versi: Monodia d'amore (1908), Le gaie tristezze (1913), Umana (1916), Crisalide (1919), Ariele (1924), Poesie vecchie e nuove (1930). Poeta dotato di una particolare grazia e di una accentuata discorsività seppe attingere da varie fonti pur mantenendo un'originalità e un timbro inequivocabile e personalissimo.

CARLO VALLINI (Milano 1885 - ivi 1920). Dopo alcune esperienze lavorative alquanto bizzarre si laureò e quindi professò l'insegnamento fino alla Grande Guerra a cui partecipò e da cui tornò gravemente ferito, e per tale motivo morì a soli 35 anni. Durante il periodo degli studi universitari conobbe Gozzano e altri poeti; la sua poesia è caratterizzata da un crepuscolarismo personale, volto alla meditazione ed alla colloquialità. Opere poetiche: Rinunzia (1907), Un giorno (1907).

FAUSTO VALSECCHI (Lecco 1891 - 1914). Poeta e traduttore, collaborò a "La Lettura" e a "Noi e il Mondo", le sue poesie furono pubblicate da varie riviste ma non esiste un volume che le raccolga. Molto vicino al crepuscolarismo, fu anche attratto dalle atmosfere decadenti.

GIUSEPPE VANNICOLA (Montegiorgio 1877 - Capri 1915). Poeta, musicista, narratore e traduttore, fece vita disordinata tra intensi periodi di lavoro e crisi mistiche improvvise. Le sue poesie e le sue prose poetiche risentono molto del clima decadente e trovano spesso spunto dall'esperienza musicale che per Vannicola fu fondamentale. Opere in versi e in prosa: Trittico della Vergine (1901), De profundis clamavi ad te (1905), Corde della grande Lira (1906), Qualche cadenza (1908).

ALESSANDRO VARALDO (Ventimiglia 1876 - Roma 1953). Giornalista, critico, commediografo e poeta, fu collaboratore della "Gazzetta del Popolo" e del "Messaggero". Frequentò il cenacolo genovese dei poeti simbolisti e pubblicò nel 1897 insieme ad Alessandro Giribaldi e Mario Malfettani Il 1° libro dei trittici; passò poi ad una lirica più meditativa e romantica in Marine liguri (1898) e Romanze e notturni (1904).


MARIO VENDITTI (Napoli 1889 - ivi 1964). Poeta, narratore e avvocato fu attivo collaboratore di "La Diana". I suoi volumi di versi spiccano per la presenza frequente di un'ironia originale e per un crepuscolarismo fantasioso. Opere poetiche: Albente Coelo (1906), Il terzetto (1911), Il cuore al trapezio (1921), Il nottambulo deluso (1931).

BRUNO VIGNOLA (Montebelluna 1878 - 1956). Poeta ed insegnante, collaborò alla "Diana" e pubblicò alcune raccolte di versi ispirati a una contemplazione malinconica a cui si uniscono un impressionismo ed una fantasia che lo avvicinano a Corrado Govoni. Opere poetiche: Rime del sogno e della ricordanza (1914), Gamma (1918).

GIUSEPPE VILLAROEL (Catania 1889 - Roma 1968). Poeta, narratore, critico letterario e giornalista, si laureò in Giurisprudenza e in Lettere, collaborò con varie riviste tra cui "La Diana". Fu poeta vicino al decadentismo soprattutto nelle prime raccolte: Pei chiostri dell'anima (1910), Le vie del silenzio (1914), La tavolozza e l'oboe (1918), La bellezza intravista (1923).

GUIDO VITALI (Milano 1881 - ?). Poeta, traduttore e insegnante, è autore di un libro di versi: Voci e cose d'uomini (1906) che fu lodato da Sergio Corazzini. I versi di Vitali si rifanno sicuramente ai classici ma evidenziano anche motivi derivanti dalla poetica decadente.

ALBERTO VIVIANI (Firenze 1894 - ivi 1970). Poeta, narratore e saggista, collaboratore di "Lacerba", abbracciò la poetica futurista anche se nei suoi versi a volte si ritrovano elementi vicini al crepuscolarismo. Opere poetiche principali: Il mio cuore (1914), Le ville silenziose (1915), Rose d'argento (1916).

MORNOR YADOLPHE (Mario Virgilio Garea Del Forno, 1881 - 1962). Poeta e narratore, dopo gli inizi classicheggianti si indirizzò verso il simbolismo ed il liberty poetico. Opere principali: I ricami dell'ombra (1920), I Nauti del Sogno (1929).

DONATELLO ZARLATTI (Giuseppe Zarlatti, ? - ?). Appartenne al cenacolo poetico romano orbitante intorno a Sergio Corazzini, collaborò a "Cronache Latine" e a "L'Italia Moderna". Sue liriche si rintracciano su varie riviste dei primissimi anni del Novecento ed hanno come tema dominante la musica, in particolare quella di Richard Wagner.

MARIO ZARLATTI (? - ?). Amico di Sergio Corazzini, fece parte del gruppo di poeti romani a lui vicini. Collaborò col "Gran Mondo", col "Giornale d'Arte" e con "Marforio". Scrisse poesie classicheggianti e decadenti.

REMIGIO ZENA (Gaspare Invrea, Torino 1850 - Genova 1917). Poeta e narratore, nato da famiglia aristocratica, si laureò in legge e divenne magistrato militare. Scrisse poesie che inizialmente risentono del clima scapigliato e in seguito dimostrano una sempre più spiccata vena ironica. Opere poetiche: Poesie grigie (1880), Le pellegrine (1894), Olympia (1905).

GIUSEPPE ZUCCA (Messina 1887 - Roma 1959). Poeta, narratore e giornalista, fondò la casa editrice "Il Fauno". Pubblicò alcuni volumi di poesie che in parte si rifanno al crepuscolarismo ed in parte alla poesia comica di Aldo Palazzeschi. Opere in versi: La lucerna (1913), Io (1919), Poesie 1912-1922 (1923).

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