giovedì 8 dicembre 2011

Le fanciulle bianche

La gente cammina pian piano
sull'erta che mena alla chiesa.
È un lungo viale fra grandi cipressi,
la chiesa è la cima del monte.
La gente cammina pian piano.
A mezzo dell'erta, a sinistra,
è il breve cancello che chiude un giardino.
Là dentro passeggiano al sole
le fanciulle bianche.
Passeggiano adagio pel grande giardino,
non hanno un sorriso.
La gente passando si ferma a guardare.
 

Questa breve poesia fa parte della prima raccolta di Aldo Palazzeschi: "I cavalli bianchi", uscita nel 1905 in Firenze a spese dell'autore. Presenta molte caratteristiche tipiche del primissimo fare poetico palazzeschiano, infatti, già nel verso iniziale si parla di una non ben definita "gente", di un viale, di cipressi, di un cancello e di un giardino: tutti elementi spesso ricorrenti in altre poesie della raccolta, che probabilmente rappresentano dei simboli arcani; le stesse fanciulle bianche, che la gente passando osserva attonita, nascondono un significato misterioso, indecifrabile (sono suore?, educande?). Oltre che nei contenuti, la grande novità dei versi di Aldo Palazzeschi va rintracciata anche nell'uso del verso libero, che nel 1905 era assolutamente inusuale; in questo contesto è bene ricordare che, tra i poeti crepuscolari, precedettero Palazzeschi soltanto Corrado Govoni e Sergio Corazzini.

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