domenica 4 dicembre 2011

La domenica della pioggerella


Chinar la testa che vale?
e che vai nova fermezza?
io sento in me la stanchezza
del giorno domenicale;

del giorno un po' lacrimoso
che dà i pensieri più tetri
e fa cercare oltre i vetri
ignote vie di riposo.

Dall'alto della sua gruccia
il pappagallo mi guarda,
e la sua voce beffarda
m'entra nel cuore e mi cruccia;

da una cornice, spavalda,
Carmen si strugge per me
ed io, tremante José,
sogno la carne sua calda;

ma, presso a Carmen, continua
un oriolo il suo metro
e l'ammonimento tetro
fino nel cuor mi s'insinua!

E intanto, intanto di fuori
continua a piangere il cielo,
continua a stendere un velo
grigio sugli ultimi fiori,

e una remota campana
continua i lenti rintocchi
solo perchè dai nostri occhi
scenda una lacrima vana.

Città che amai, che nell'ore
più sante della mia vita
deste una brama infinita
al mio trepidante cuore,

città divine ove fu
più forte il desìo d'amare,
mi pare, adesso, mi pare
che non dobbiate esser più,

che questo grigio v'asconda
per sempre agli occhi mortali
o vi faccia tutte uguali
questa tristezza profonda!
 

Le domeniche racontate dai versi di Marino Moretti (1885-1979), il più crepuscolare tra i poeti che in tal modo furono definiti, hanno alcune peculiarità costanti: la noia, la tristezza, la solitudine, la nostalgia per il passato e la malinconia. Oltre alla poesia sopra riportata se ne possono leggere altre simili come "La domenica di Bruggia", "La domenica dell'orso che balla", "La domenica della signora Lalla", tutte riunite nella sezione "Domeniche" che è compresa nel libro più importante (parlando di opere poetiche) di Moretti: "Poesie scritte col lapis", uscito per la prima volta nel 1910 e più volte ristampato con aggiunte e varianti. Nei versi di "La domenica della pioggerella" il poeta descrive una domenica uggiosa di fine autunno, trascorsa in casa a guardare fuori dai vetri la pioggia che cade sulla città, il cielo grigio e la penombra che avvolge l'interno delle stanze; il tutto determina uno stato d'animo che oggi si potrebbe definire "depressivo", così il poeta comincia a pensare che quel grigio, quella pioggia e quella tetraggine non termineranno più fino alla fine dei suoi giorni e che entreranno anche dentro la sua triste, sconsolata anima.


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