mercoledì 13 maggio 2020

La solita strada




Ogni anno che passa è una svolta
che fai, d'un monte,
tortuosa...
Dall'alto il sol che scintilla,
t'illumina in fronte.
A valle scorre un torrente.
Chi scende lo sente
lamentarsi là in fondo.
La strada che avanza par molta,
aspra, petrosa, ristretta...
Ma un giorno, tu vedi la vetta
sognata, vicina, e ti brilla
di gioia lo sguardo. Finita
è ogni fatica gravosa,
ché ormai, lontano, là in fondo,
si snoda il torrente
del mondo...
Ma anche finita è la strada. Finita...

La vita.



Questa poesia è di Francesco Cazzamini Mussi (Milano 1888 - Baveno 1952), e fa parte della raccolta Le allee solitarie, che lo scrittore lombardo fece stampare dall'editore Ricciardi, in Napoli, nel 1920. Più precisamente, La solita strada si trova a pagina 157 del suddetto volume, come nona poesia della quarta ed ultima sezione intitolata La luce dell'anima. Tema principale è quello della vita umana, che ciascuno di noi trascorre come se stesse camminando su di una via montana, piena di tornanti; ad ogni tornante superato corrisponde il decorrere di un altro anno. Il percorso, a mano a mano che si sale, diventa sempre più impervio e faticoso; poi, improvvisamente, ci accorgiamo che la vetta non è così lontana, e riusciamo a scorgerla in lontananza. Quando arriviamo, finalmente, non avvertiamo più la fatica, e abbiamo davanti agli occhi "il torrente / del mondo". Ma proprio in questo momento ci rendiamo conto che, al nostro arrivo, corrisponde anche la fine della strada esistenziale, e non ci rimane che morire.

Nessun commento:

Posta un commento