lunedì 25 agosto 2014

Da "Memorie del tempo presente" di Riccardo Bacchelli

Dio non è nei pensieri eccezionali.
Bisognerebbe ritrovare l'esame, l'emendamento, i precetti.
Dio non è necessariamente sulla via di Damasco, non preferisce la chiamata e l'estasi.
Ma è sempre buona volontà premiata, chiede in ogni caso pazienza.
Bisognerebbe che costruissi il mondo rigorosamente in giudicato e giudicante.
Mi ricostruirei in corpo e in anima.
E la preghiera sarebbe restituita.
L'uomo vano si dimentica di pregare, l'uomo orgoglioso se ne vergogna.
Per recuperare la preghiera occorrono oggetti precisi e che stiano i più a cuore.
La salvezza d'un fratello in guerra, la guarigione da una malattia, il rimorso meglio determinabile in ore e minuti nell'occasione più irrimediabile.
Non ho più che una settimana disponibile.
E stasera ancora non so se domani mi sveglierò finalmente alla giornata, che voglio figurarmi promessa, di riassunto e di getto.
Mi sia concessa una giornata di lavoro.
. . .
Dio numera e si rammenta degli uomini nella discussione e nel transito terreno, la prudenza di Dio nell'attribuire e distribuire è nascosta, è Dio che sceglie.
Adesso ogni dono m'è stato sospeso, ogni indugio m'è inibito. A chi mi rivolgerò? Che risorse mi restano? Che farò?
Percosso di stupefazione, mastico amaro. E son contento di non poterne finalmente più.
Né il mio lavoro increscioso, né l'anima mia sbandata, piena di maligni piaceri contro gli altri e contro sé, costituirebbero decente offerta. Qualcosa, e sempre il più indispensabile, m'è mancato ad ogni incontro, e quanto a me la mia forza propria e nativa l'ho sviata. Ho offeso la grazia.
Ho giudicato troppo. Ora sono senza soccorso e senza speranza. E quando tentai un dialogo pronunciato, sillabare una domanda a Dio, che disdette! È successo di sera, quando l'uomo smette di vergognarsi per rispetto umano, e del male e del bene.

(Da "Memorie del tempo presente" di Riccardo Bacchelli, Rizzoli, Milano 1953, pp. 82-83)




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