giovedì 24 maggio 2018

Principio d'estate


Dolore, dove sei? Qui non ti vedo;
ogni apparenza t'è contraria. Il sole
indora la città, brilla nel mare.
D'ogni sorta veicoli alla riva
portano in giro qualcosa o qualcuno.
Tutto si muove lietamente, come
tutto fosse di esistere felice.



La poesia sopra riportata è di Umberto Saba; l'ho estratta dalla pagina 477 del volume "Tutte le poesie", Mondadori, Milano 1994. Fu pubblicata per la prima volta sulla rivista L'Orto nel luglio del 1938; fu quindi inserita nel libro del poeta triestino intitolato Ultime cose, pubblicato come decimo dei Quaderni della Collana di Lugano nel 1944.
In soli sette versi, Saba esprime una sensazione particolarmente piacevole, che è facile provare in certi giorni di inizio estate, soprattutto se si vive in cittadine balneari molto tranquille, come se ne trovano sulla costa adriatica della penisola italiana. Devo dire che anche a me, in passato, è capitato di provare la medesima sensazione, osservando il lungomare di una piccola città dell'Adriatico, in un mattino di prima estate. Il sole che splendeva incontrastato nel cielo, le automobili e le biciclette che lentamente e lietamente passavano, le persone a piedi che passeggiavano con aria spensierata, la spiaggia a due passi già colma di villeggianti che si godevano la bella giornata e, un poco più lontano, il mare calmo e azzurro, il cui confine si confondeva col cielo dello stesso identico colore. Il tutto trasmetteva all'anima di chi guardava un'estasi che è difficile trovare in altri luoghi; quelle immagini mi facevano pensare ad un posto incantato, un paradiso dove si vive una perenne felicità, e dove, quindi, non esiste alcun tipo di dolore. Ovviamente era un'impressione falsa, ma che in quegl'istanti appariva veritiera, ed era bellissimo viverla.

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