domenica 16 aprile 2017

La rosa bianca

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent'anni.
Un po' smemorata, come tu sarai allora.




Questa è la poesia che apre la tenue raccolta di Attilio Bertolucci (1911-2000): Fuochi in novembre (Minardi, Parma 1935). È, secondo me, tra le migliori del poeta emiliano; ricordo che la lessi per la prima volta in una famosa antologia della lirica novecentesca italiana e mi piacque immediatamente per l'estrema semplicità e, nello stesso tempo, per l'ancestrale simbolismo che racchiude. Non era passato molto tempo da quando, anch'io, ebbi la fortuna di cogliere l'estrema bellezza delle rose bianche: quell'intimo senso di mistero e di purezza che posseggono questi fiori dal colore splendente. Ebbi modo, anche, di ascoltare la stupenda canzone di Sergio Endrigo (1933-2005) intitolata, appunto, La rosa bianca; e in seguito venni a conoscenza del fatto che Endrigo si ispirò ad un'altra poesia dello scrittore e rivoluzionario cubano José Martí (1853-1895), la quale recita così: Cultivo una rosa blanca, / En julio como en enero, / Para el amigo sincero / Que me da su mano franca. / Y para el cruel que me arranca / El corazón con que vivo, / Cardo ni oruga cultivo: / Cultivo la rosa blanca. È evidente che qui il fiore diviene simbolo di pace e di amicizia, sempre grazie a quel colore bianco che emana soltanto sentimenti puri e positivi. Seppi poi di un gruppo studentesco nato in Germania durante la 2° Guerra Mondiale, che si oppose in modo netto al regime nazista e che si identificò col nome: Rosa Bianca (Weiße Rose), ponendo ancora una volta questo fiore a simbolo della non belligeranza e, in questo preciso caso, della cristianità. Tornando alla poesia di Bertolucci, essa parla, principalmente, dell'amore che prova il poeta nei confronti della compagna; amore che si manifesta con l'offerta di un fiore meraviglioso: una rosa candida fiorita in settembre, alla fine dell'estate. Probabilmente il fiore rappresenta il simbolo della giovinezza che sta per andarsene (un ritratto di te a trent'anni). Il poeta descrive la rosa con l'aggettivo "dolce", quasi che fosse qualcosa di commestibile; in realtà la dolcezza deriva dal fatto che, malgrado le api l'abbiano "visitata" e si siano nutrite del suo polline, essa ha miracolosamente mantenuto una sorta di verginità, di pulizia e lucentezza tali da disorientare (far tremare) chi la guarda.

2 commenti:

  1. Chissà una rosa alla mia età....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Difficile dare una risposta... Ma a proposito della simbologia della rosa è possibile approfondire l'argomento leggendo ciò che dicono delle pagine web come queste:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_(simbolo)
      http://www.lacompagniadellerose.com/?p=779

      Elimina