domenica 3 maggio 2026

Maggio

 Il capriccio dei rami e il bel frastaglio

Delle puberi fronde

Sulla grigia del ciel monotonia

Disegna il noce dell’orto; le gronde

Borbottan la tediosa litania

Della implacabil piova. Entro la nebbia

Diventan larve gli alti castagneti

E i tuguri che fumano e la oscura

Montagna. Immersi nell’erba, i frutteti

Piegan sotto la furia

Delle gocce; il torneo cessar le rondini,

La pioggia le impaura.


Pollone, 8 maggio 1882.





COMMENTO

Maggio è il titolo di una poesia di Giovanni Camerana (Casale Monferrato 1845 - Torino 1905) che ho trascritto dal volume Poesie, pubblicato nel 1968¹. Lessi per la prima volta questi versi del poeta piemontese in un'antologia incentrata sulla lirica italiana del XIX secolo (la foto è tratta da quest'ultimo volume)². Ciò che mi colpì immediatamente, dopo aver letto il testo di Maggio, fu l'originalità, l'inconsueto modo di descrivere il mese "primaverile" per eccellenza; qui infatti si parla di un giorno piovoso e per certi versi autunnale, ben distante dai tradizionali versi che infiniti altri poeti hanno dedicato al quinto mese dell'anno. Camerana, che pure aveva scritto dei notevoli versi sulla bellezza di certi paesaggi primaverili, mostra il suo carattere ribelle, la sua indole anticonformista nel voler scegliere una giornata tetra di maggio - fosse anche l'unica - che sembra voler porre fine a qualsivoglia speranza di futuro bel tempo (si ha l'impressione che, dalla primavera, si sia passati direttamente all'autunno): la "grigia del ciel monotonia"; le gronde che "Borbottan la tediosa litania / Dell'implacabil piova"; i castagneti che appaiono come larve dentro la fitta nebbia; i tuguri che emettono una sorta di fumo per la crescente umidità; la montagna che appare sempre più oscura; i frutteti con i rami piegati a causa della furente pioggia e l'improvvisa scomparsa delle impaurite rondini, dovuta a un maltempo insolito per la stagione… Tutti elementi di un paesaggio lugubre, sapientemente illustrato dal poeta che - a mio avviso - trova un certo piacere nella visione di un'atmosfera autunnale anticipata. Camerana d'altronde ha scritto molti, memorabili versi dedicati alla stagione delle "foglie gialle", da lui amata certamente più della primavera. 



NOTE

1) Giovanni Camerana, Poesie, a cura di Gilberto Finzi, Einaudi, Torino 1968. La poesia intitolata Maggio si trova alla pagina 18.

2) Poesia italiana dell'Ottocento, a cura di Maurizio Cucchi, Garzanti, Milano 1978. La foto si trova alla pagina 389.

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