Quest'anno, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, voglio proporre due testi poetici tratti dal volume Parole e sangue di Camillo Pasquali (Novara 1909 - ivi 1956). L'autore è conosciuto più come politico che come poeta: fu il primo sindaco di Novara eletto democraticamente nel 1946; fu anche senatore della Repubblica Italiana tra il 1953 e il 1956. Le sue opere principali di poesia sono due: Narcisso e lo stagno (Guanda, Modena 1939) e Parole e sangue (La Stella Alpina, Novara 1950); da quest'ultima ho tratto una lirica originale di Pasquali ed una sua traduzione di un testo in versi scritto da Paul Éluard (1895-1952). la prima, intitolata Morte e sacrilegio, già nel titolo mette in evidenza il tema del contenuto: la disumanità, la spietatezza e la spaventosa violenza di un episodio bellico che il poeta stesso visse, avendo partecipato come partigiano alla 2° Guerra Mondiale; come si evince dall'epigrafe che si trova alla fine del componimento poetico, tale episodio si verificò nel settembre del 1944, nel Monferrato: una regione geografica del Piemonte situata tra la provincia di Alessandria e quella di Asti; si parla di una delle tante rappresaglie naziste nei confronti di una scolta partigiana: le immagini descritte sono tremende, sconvolgenti, spietate… Ma alla fine le guerre sono tutte uguali: questi episodi sono accaduti in passato e, purtroppo, accadono tutt'ora.
Sorelle alla speranza è il titolo della traduzione; già dal titolo si può intuire che l'argomento è ben diverso rispetto alla precedente poesia: Éluard scrisse un sentito ringraziamento in versi alle partigiane francesi che, come le italiane, rischiarono la loro vita per difendere gli ideali di libertà a cui profondamente credevano. È una poesia ottimista: lo scrittore francese vede prossima la fine della guerra e il trionfo dell'amore; sta per iniziare una nuova era, dove la violenza e la miseria scompariranno, lasciando spazio alla tenerezza, all'allegria ed alla comprensione: sentimenti positivi che le donne spesso sanno rappresentare ottimamente.
MORTE E SACRILEGIO
di Camillo Pasquali
Esatto giunge al vertice del colle
il fuoco degli spari; vi scoscende
la frana di proiettili e di bombe,
e cadaveri rotolan divelti
fra sassi e sterpi.
Dove esultava un giorno
la sagra di bengala e mortaretti,
una rapida furia vi distrugge
la breve chiesa e scolta partigiana.
Si reggeva all'altare, sulle mani
come ginocchia, l'ultimo colpito;
comprimeva il suo ventre, steso innanzi
alla Madre dipinta col Bambino,
e il suo bimbo e la madre rantolando
invocava. Ed il nazi che vi sale
col lanciafiamme un solo rogo accende
dell'altare e dell'ultimo morente.
Non ardono le pissidi¹, e patene²,
l'ostensorio³ e la grande croce:
e i vasi sacri per osceni riti
in processione recano fra l'armi;
alla gran croce portano impiccata
seminuda la giovane staffetta:
sacrileghi alla vita ed alla morte.
Monferrato, settembre 1944.
(da "Parole e sangue", La Stella Alpina Editrice, Novara 1950, pp. 46-47)
NOTE
1) Le pissidi sono arredi sacri a forma di coppa con coperchio e velo, nei quali sono contenute le ostie consacrate.
2) Le patene sono degli oggetti liturgici cattolici e cristiani: si sostanziano in un piccolo piatto circolare, solitamente in metallo prezioso (oro o argento). Utilizzate durante la Messa, accolgono le ostie consacrate e coprono i calici.
3) Gli ostensori sono degli arredi sacri cattolici utilizzati per esporre solennemente le ostie consacrate all'adorazione dei fedeli.
SORELLE ALLA SPERANZA
di Paul Éluard
Sorelle alla speranza o coraggiose
donne
contro la morte avete stretto un patto
quello d'unire le virtù d'amore
O mie sorelle sopravvissute
voi giocate la vostra vita
perché la vita trionfi
Il giorno è prossimo o grandi sorelle
in cui noi rideremo delle parole
guerra e miseria
e nulla resterà che fu dolore.
Ed ogni volto avrà le sue carezze.
[Trad. di Camillo Pasquali]
(da "Parole e sangue", La Stella Alpina Editrice, Novara 1950, p. 158)

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