domenica 5 maggio 2019

Il cavaliere


Udii un cavaliere
    passare sopra il colle;
la luna splendeva serena;
    la notte era muta;
aveva l'elmo d'argento
    e pallido egli era;
e il suo cavallo,
    d'avorio.


Questa è una breve poesia che, nel nostro paese, primariamente comparve all'interno del volume Poesia inglese del Novecento, un'antologia curata da Carlo Izzo e pubblicata dall'editore Guanda nel 1967. Io l'ho estratta da un'altra opera antologica interessantissima: L'albero delle parole, a cura di Donatella Bisutti, edita da Feltrinelli nel 1996 (si trova alla pagina 35). I pochi, bellissimi versi, mostrano in modo eloquente, uno spicchio del mondo fantastico e favoloso di cui fu sempre appassionato descrittore Walter John De La Mare (Charlton 1873 - Twickenham 1956), poeta inglese famoso soprattutto per le sue opere dedicate ai bambini. Solo un uomo come lui, dotato di una fantasia non comune e appassionato di mondi fiabeschi, di cui con tutta probabilità si era invaghito proprio nel periodo infantile, poteva creare poesie come questa, con protagonista un personaggio tra il mitologico e l'assurdo: un cavaliere pallido, dall'elmo d'argento, che attraversa la vallata in una notte serena sopra il suo cavallo d'avorio: una figura fantastica, impossibile, ma che, soltanto a immaginarsela, suscita un fascino immenso. Per certi aspetti, i versi qui riportati possono far pensare a certe poesie crepuscolari; in particolare mi vengono in mente le famose "marionette" di Sergio Corazzini che si animano e dialogano, o la "principessa bianca" di Aldo Palazzeschi che, essendo una statua, confessa la sua impossibilità di amare qualcuno o qualcosa. Altri accostamenti - parlando sempre di poesia italiana del Novecento - potrebbero esser fatti ricordando le figure surrealiste e fantasiose di Massimo Bontempelli presenti nella sua ultima opera poetica: Il purosangue. L'ubriaco, o, ancora, alcuni personaggi al limite tra il fantastico ed il favolistico, descritti da Ugo Betti nei versi della sua prima raccolta: Il re pensieroso.


Viktor Mikhailovich Vasnetsov, "The Knight at the Crossroads"
(da questa pagina web)

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