sabato 11 novembre 2017

Poeti dimenticati: Francesco Gaeta

Nacque a Napoli nel 1879 e ivi morì nel 1927. Finito il liceo, frequentò per un periodo l'università senza mai laurearsi. Collaborò a svariati giornali e riviste, tra cui La Riviera Ligure, La Tribuna e Il Giornale d'Italia. Col poeta Alfredo Catapano, fondò e diresse la rivista I Mattaccini. Ben inserito nell'ambiente letterario napoletano, conobbe illustri scrittori come Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo e Benedetto Croce; con quest'ultimo strinse profonda amicizia. Scrisse, oltre alle poesie, prose e saggi critici. La sua lirica, per molti versi legata all'Ottocento, è, in maggioranza, di argomento amoroso. In questo preciso settore, il Gaeta diede senz'altro il meglio di sé. I suoi versi piacquero molto anche al Croce, che ne curò una edizione postuma in cui sono presenti gran parte delle poesie pubblicate dallo scrittore partenopeo. Gaeta morì suicida a quarantontotto anni, probabilmente a causa del dolore provato per la recente scomparsa della madre.




Opere poetiche

"Il libro della giovinezza", Chiurazzi, Napoli 1895.
"Reviviscenze", Pierro, Napoli 1900.
"Canti di libertà", Pierro, Napoli 1902.
"Sonetti voluttuosi ed altre poesie", Roux e Viarengo, Roma-Torino 1906.
"XII poesie", Laterza, Bari 1916.
"Poesie d'amore", Laterza, Bari 1920.
"Poesie", Laterza, Bari 1928.





Presenze in antologie

"Antologia della lirica italiana", a cura di Angelo Ottolini, R. Caddeo & C., Milano 1923 (p. 367).
"Poeti d'oggi: 1900-1925", a cura di Giovanni Papini e Pietro Pancrazi, Vallecchi, Firenze 1925 (pp. 261-271).
"Le più belle pagine dei poeti d'oggi", 2° edizione, a cura di Olindo Giacobbe, Carabba, Lanciano 1928 (vol. 3, pp. 73-84).
"Antologia della lirica italiana. Ottocento e Novecento", nuova edizione, a cura di Carlo Culcasi, Garzanti, Milano 1947 (pp. 260-263).
"Antologia della lirica contemporanea dal Carducci al 1940", a cura di Enrico M. Fusco, SEI, Torino 1947 (pp. 160-163).
"Poeti del Novecento italiani e stranieri", a cura di Elena Croce, Einaudi, Torino 1960 (p. 787).
"L'antologia dei poeti italiani dell'ultimo secolo", a cura di Giuseppe Ravegnani e Giovanni Titta Rosa, Martello, Milano 1963 (pp. 285-289).
"Poeti italiani del XX secolo", a cura di Alberto Frattini e Pasquale Tuscano, La Scuola, Brescia 1974 (pp. 100-104).
"Otto secoli di poesia italiana", a cura di Giacinto Spagnoletti, Newton Compton, Roma 1993 (pp. 616-617).




Testi

SEDUTA RICAMAVA...

Seduta ricamava. Erano i bei
dì che i giacinti imbalsamano i banchi
de le fioraie, carnicini e bianchi:
avea su 'l collo opaco essa tre nei.

Talor, fra me correndo i motti e lei,
figgea, qual chi di greve opra s' affranchi,
l'uncino ne 'l gomitolo, gli stanchi
suoi occhi... in fondo a che? poi dentro a i miei.

Bacio, che allora osai la prima volta
come un oltraggio, e sùbito la ressi
infranta su le mie braccia, disciolta!

Ricordo, o a me lenzuol pregno d'acuto
profumo! Oh in te se or ora m'imbattessi
d'un tratto, amore, amore mio perduto!

(da "Sonetti voluttuosi ed altre poesie")




LA TUA VOCE

Quando mi parli, a me poggiata il volto,
di ciò che al nostro amor più giova o nuoce,
non m'importa il futuro e non t'ascolto,
preso e cullato sol ne la tua voce,
ne la musica sol de la tua voce.

Tutta io ti goda: l'avvenir che preme
ne i poveri d'amor, poveri istanti,
in cui sempre ci par d'essere insieme
l'ultima volta, clandestini amanti
scoverti presto e risaputi amanti?

Ma se, meno conteso e men furtivo,
più non dovesse amor, siccome adesso,
mendicare di te, bramoso e privo,
a le cose ed a gli esseri un riflesso,
più non saprei mirarmi in lui riflesso:

così quei che lo specchio ostacol trova
che da la propria effigie lo divide;
eppur, s'egli l'ostacolo rimuova,
anche l'immagin sua d'un tratto uccide
ne l'immagine sua sé stesso uccide.

Onde, o mi narri tu di gonne e mode,
o d'un tuo stratagemma a la precoce
uscita, assorto l'animo non t'ode,
fin che ti vesti preso ne la voce
tua, naufragante sol ne la tua voce.

(da "Poesie d'amore")


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