venerdì 10 aprile 2015

Poeti dimenticati: Francesco Saverio Tozzi

Nacque a Gettopalena (Chieti) nel 1863 e morì a Bucchianico (Chieti) nel 1887. Grazie anche all'aiuto di suo zio arciprete studiò e andò in seminario per poi essere ordinato sacerdote a ventitre anni. Si ammalò ben presto di tisi e morì a soli ventiquattro anni. Le sue poesie, inedite in vita, furono pubblicate in volume otto anni dopo la sua morte col titolo di Postuma. Dolore e morte sono i principali temi delle poesie di Tozzi, anche per il fatto che lui stesso visse gli ultimi anni della sua breve vita soffrendo per la malattia e presagendo la fine anticipata.



Opere poetiche

"Postuma", Carabba, Lanciano 1895.




Presenze in antologie

"I poeti minori dell'Ottocento", a cura di Ettore Janni, Rizzoli, Milano 1955-1958 (vol. IV, pp. 57-61).



Testi

DIPARTITA

Povera madre! Al figlio stringeva le mani e tacendo
Con gli occhi parea dir: - Non andrai tu via;

Tu non mi lascerai a piangere, a piangere sola,
Unica speme e sola luce de' giorni miei! -

Non questo ella dicea, ma come da l'ima radice
Sentìa schiantarsi l'arbore di sua vita.

L'ultimo bacio alfine gli diede. - Non piangere, mamma, -
E' tra i singulti rotti ripeteva.

Non pianse ella; da lungi mirando, ne scorse la mano
Volta al saluto pria di sparire; ed allora

Scoppiò l'ambascia repressa, sonàr le querele
Che fe' la madre misera d'Eurialo,

Quando latina spada il candido petto gli ruppe,
Ed ella il biondo capo vide confitto ad un'asta.

(Da "Postuma")

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