giovedì 8 luglio 2021

Voci

 

Ideali amate voci

di coloro che sono morti o come i morti

sono per noi perduti.

 

A volte ci parlano in sogno

a volte esse vibrano dentro.

 

E con il suono, per un istante l'eco fa ritorno

della prima poesia di nostra vita -

come lontana nella notte una musica che dilegua.

 

(da "La poesia salva la vita", Mondadori, Milano 1998, p. 168)

 




Come si può notare, il grande poeta greco Costantinos Kavafis (Alessandria d'Egitto 1863 - ivi 1933) usa in questa stupenda poesia la prima persona plurale, e il motivo è semplicissimo: parla per tutti coloro che hanno una persona cara che è scomparsa e gli è rimasta nel cuore, così tanto che spesso ritornano a discorrervi nei sogni; così intensamente che a volte, pensando ad essa e alle sue parole, sentono delle strane vibrazioni dentro di loro, provano un'emozione e una commozione indicibili. La stessa cosa succede a tutti coloro che, avendo vissuto dei momenti poetici irripetibili, a volte gli capita di ripensarci. L'ultimo verso, di una bellezza rara, indica il lento svanire dei ricordi più cari di ognuno, a mano a mano che la vita prosegue ed essi divengono più lontani: nella notte della nostra esistenza, la musica meravigliosa delle nostre memorie si fa sempre più lontana e, a poco a poco, ci sfugge per sempre.

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