Ecco un tema portante, la cui importanza risulta più che evidente non solo nell’area dei poeti simbolisti e decadenti: dai sogni – che siano scaturiti dal sonno o dalla veglia non importa molto – sono nate opere d’arte sublimi. Volendo ora analizzare le poesie elencate di seguito a questo preambolo, l’idea preponderante nei versi dei poeti italiani decadenti e simbolisti è quella di vivere in funzione dei propri sogni, o, come ben chiarisce la poesia di Aldo Fumagalli, all’ombra dei propri sogni; i poeti insomma sono esseri speciali, capaci di creare, immaginare, vedere mondi fantastici grazie alla loro straordinaria fantasia. Si nota in più di una poesia la personificazione del sogno, che, come qualunque essere vivente, vive e muore (Camerana lo vede nella bara; Garoglio lo osserva “gagliardo” al limite della giovinezza; la Guglielminetti ascolta le parole dei sogni che, di notte, gli dormono accanto ecc.). Ci sono poi i sogni “raccontati” da poeti come Gnoli, Campana e Corazzini:il primo sogna di perdersi e di perdere tutto ciò che ha, perfino la propria ombra; il secondo di ritrovarsi in una stazione, in procinto di partire; il terzo invece di giungere in una città non ben definita, che si trova nel mezzo di un bosco. Spesso, all’interno dei sogni, si registrano degli eventi misteriosi, come nella poesia di Graf, che ricorda di aver sentito un melodioso canto di ragazza innamorata proveniente da un luogo non identificabile (qualcosa di simile si ritrova anche nella poesia di Varlado). Altro elemento che si riscontra in alcune poesie è quello della luce (contrapposto all’ombra di cui ho parlato precedentemente), che viene a rappresentare qualcosa di ultraterreno, una sorta di paradiso luminescente visibile solamente nei sogni e fortemente desiderato da poeti come Lipparini, Romagnoli e Zena. Frequente è anche, nei sogni di determinati poeti (Marcellusi, Marchese, Orvieto e Roccatagliata Ceccardi), la presenza di donne particolarmente affascinanti, irraggiungibili, così idealizzate da rimanere assai delusi quando, una figura femminile reale che in teoria potrebbe corrispondere a quella sognata, ben presto si rivela tutt’altra cosa. Vi sono infine delle liriche in cui i sogni posseggono requisiti contrastanti: in alcune sono molto attinenti alla vaghezza e all’indeterminatezza (Marrone, Moscardelli, Salvatori, Sella, Tarchiani); in altre più vicini alla semplicità e all’innocenza (il carrettiere, protagonista di una poesia di Giovanni Pascoli, sogna il suono delle cornamuse in un’atmosfera tipicamente natalizia).
Poesie sull’argomento
Mario Adobati:
"Sogno d'oltremare" in "I cipressi e le sorgenti" (1919).
Gustavo Botta:
"Nel sogno" in "Alcuni scritti" (1952).
Gustavo
Brigante-Colonna: "Gli ulivi e le ginestre" in "Gli ulivi e le
ginestre" (1912).
Giovanni Camerana: "Il
sogno è morto..." in "Poesie" (1968).
Dino Campana:
"Sogno di prigione" in "Canti Orfici" (1914).
Enrico Cavacchioli:
"L'orologio" in "Le ranocchie turchine" (1909).
Sergio Corazzini:
"L'ultimo sogno" in "Libro per la sera della domenica"
(1906).
Gabriele D'Annunzio:
"I poeti" in "Poema paradisiaco" (1893).
Aldo Fumagalli:
"A l'ombra d'un sogno" in "Arcate" (1913).
Diego Garoglio:
"La luna e il sogno" in "Sul bel fiume d'Arno" (1912).
Domenico Gnoli:
"Il sogno" in "I canti del Palatino. Nuove solitudini"
(1923).
Arturo Graf:
"Sogno" in "Medusa" (1990).
Amalia
Guglielminetti: "I sogni" in "Le Seduzioni" (1909).
Giuseppe Lipparini:
"La scala d'oro" in "Le foglie dell'alloro. Poesie
(1898-1913)" (1916).
Enzo Marcellusi:
"Un altro sogno" in "I canti violetti" (1912).
Nicola Marchese:
"Ballata della notte, 4" in "Le Liriche" (1911).
Tito Marrone:
"Le apparenze d'un giorno" in "Le rime del commiato"
(1901).
Nicola Moscardelli:
"Il sogno" in "Abbeveratoio" (1915).
Angiolo Orvieto:
"La sognata" e "La risvegliatrice" in "La Sposa
Mistica. Il Velo di Maya" (1898).
Giovanni Pascoli:
"Fides" e "Carrettiere" in "Myricae" (1900).
Ceccardo
Roccatagliata Ceccardi: "Sogno di una notte di luna" in
«Svegliarino», luglio 1897.
Ettore Romagnoli:
"Sogno di vespro" in "Miti e fantasie" (1910).
Umberto Saffiotti:
"Il Sogno" in "Le Fontane" (1902).
Fausto Salvatori,
"Ali di sogni" in "In ombra d'amore" (1929).
Emanuele Sella:
"L'Artefice ed il Sogno" in "Monteluce" (1909).
Alberto Tarchiani:
"Dalle torri del silenzio" in "Piccolo libro inutile"
(1906).
Carlo Vallini:
"Il sogno" in "Un giorno" (1907).
Alessandro Varaldo:
"Ne la culla de l'amaca" in "Marine liguri" (1898).
Remigio Zena: "Ebbene è un sogno se tu vuoi..." in
"Le Pellegrine" (1894).
Testi
di Ceccardo
Roccatagliata Ceccardi (1871-1919)
A l'Amata
Una notte di luna
estiva al piano,
tra l'ombra d'oro da
le siepi erranti
per i silenzî lucidi
del grano,
come in Sogno si
smarrîr gli Amanti.
E il mar li attrasse,
e per cammin d'arcano
albore colmo, li
afferrò, tremanti,
a coglier grappi
d'astri da un lontano
arbore celestino
luccicanti.
Un sogno, un
pescatore, ed una bruna
rete… Ed or l'erba di
amanti folta
ondeggia a un cippo
che tra pini brilla.
E come in ala
d'angelo raccolta
sul nido, Amor là
sogna una tranquilla
illusion per un error
di luna.
28 giugno 1897
[da "Colloqui
d'ombre. Tutte le poesie (1891-1919)", De Ferrari, Genova 2005, p. 323]
di Umberto Saffiotti
Tu eri morta:
e le fontane
tacevano:
parlavano li alberi
desolati e parlavano
di te, sirena mia, -
e tu eri morta.
Io guardavo li alberi
e le fontane
ed esse tacevano come
in angoscia.
Io pregai la bianca
dea sognante ne l'ombra
perché le acque
tornassero e le fontane vivessero:
poi che così le
fontane eran come morte.
Sorrise la dea e aprì
il gesto ampio de le braccia
armoniosamente
sì che li alberi
desolati ne tremarono
e li zampilli
sussultarono: le fontane
maravigliarono quando
un gorgoglio da l'ombra
risonò di
acque.
Irruppero le acque e
le fontane vissero
e li alberi si
chinarono su la dea sognante
a nascondere il gesto
ampio del mistero.
Tu - da l'ombra -
apparisti
e mi cingesti di un
lungo sguardo.
...Chi mai ne l'ombra
ti farà rivivere,
quando morrai? il
gesto chi mai vedrà
di una dea marmorea
che sogni?...
Solo le fontane, solo
le fontane...
(da "Dal
simbolismo al deco", Einaudi, Torino 1981, Tomo primo, p. 166)
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| Gaetano Previati, "Il Sogno" (da questa pagina Web) |
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