domenica 28 aprile 2019

Poeti dimenticati: Attilio Antonino


Nacque a Palazzo Canavese nel 1894 e morì a Rapallo nel 1968. Laureatosi in giurisprudenza, divenne avvocato dedicandosi, nel contempo, al giornalismo e alla letteratura. Cominciò a pubblicare volumi poetici sull'orlo dei quarant'anni; della sua lirica si occuparono insigni critici come Francesco Flora e Luciano Anceschi. La fase migliore della sua poesia è identificabile nei volumi usciti tra il 1946 ed il 1950; qui si nota una netta vicinanza all'ermetismo e alla poesia pura, evidenziata dall'uso di un linguaggio essenziale e analogico.



Opere poetiche

"L'inganno", Vigna, Modena 1933.
"Chiaro mondo", Guanda, Modena 1936.
"Sei poesie", Allegretti di Campi, Milano 1942.
"Poesie", Scheiwiller, Milano 1946.
"Sequenze d'autunno", Mondadori, Milano 1950.
"La sagra delle nuvole", Rebellato, Padova 1958.




Testi

IL FIORE

Tardo fiore, prodigio
Che lungi aprile chiama,
In cima al ramo segreto
D'albero vano.

Morte t'accima,
Ombra che di vertigini
Affolta esangue riso,

Consolerai la notte,
Mistico profumo.

(da "Poesie")




SEQUENZA D'AUTUNNO

Il breve tempo
Che mi dissero cieli,
- Oh, fuggitivi! -
Da te mi venne, e il tuo sorriso acerbo.

Ecco i tramonti solitari
In fuga a plaghe
Senza turbamento,
Ore felici.

In te m'appago
Come in chiari picchi
Una ferita luce d'autunni.

Ore felici a sbaraglio di cieli
Vivemmo assieme,
Fraterna ribellione;

Al suo potere
Ci fallò morte.

Ore felici, tempo,
Ombri tu a un precoce,
Scorcio d'affanni,

Larve che dechini.
Perime il raggio ed il sorriso immola
Sgomenta nebbia.

Ròca scintilla in cuor s'abbuia,
E di tempesta
Pasce proterva sfera.

Ai lenti esili
Migra l'affranto riso degli autunni.

(da "Sequenze d'autunno")


Nessun commento:

Posta un commento