domenica 27 settembre 2026

Le nuvole in 10 poesie di 10 poeti italiani del XX secolo

 Basta alzare un po' lo sguardo verso l'alto, quando si è all'aperto, per accorgersi che le nuvole sono con noi quasi tutti i giorni. A volte oscurano il sole, e particolarmente scure ci avvisano che presto arriverà la pioggia; altre volte sono sparse qua e là per il cielo splendente, col loro classico colore bianco, che però durante l'arco della giornata può mutare, acquistando tonalità di grigio, rosa e viola. Più difficile osservarle durante la notte, anche se ci accorgiamo facilmente della loro presenza allorquando scompaiono dal cielo luna e stelle. 

Io ricordo, nel beato tempo dell'infanzia, un bambino che a volte giocava con me, presso la casa dei miei nonni; durante un pomeriggio estivo, alzò improvvisamente gli occhi verso il cielo, e si avvide di alcune candide nuvolette che circondavano il sole; allora gli venne voglia di salire fin lassù, e di prenderle, magari per giocarci. Chiamò la nonna ad alta voce - il suo appartamento si trovava al piano terra di un vecchio palazzo - e la signora si affacciò alla finestra per sapere cosa volesse: «Nonna, dammi una scala, che voglio prendere una nuvola!», disse il bambino, sicurissimo di poterlo fare; la nonna si mise a ridere dicendogli che, anche se fosse salito in cima alla scala, non avrebbe mai potuto prendere una nuvola. Il mio compagno di giochi ci rimase male, e dovette rinunciare al suo improvviso e ardente desiderio di accalappiare una nuvola dal cielo, per poi giocarci, e infine potersela portare a casa come un rarissimo trofeo.



LE NUVOLE IN 10 POESIE DI 10 POETI ITALIANI DEL XX SECOLO



NUBI

di Attilio Bertolucci (1911-2000)


Leggere nubi

Che adornate

Di freschi rosa orientali

Gli umidi azzurri

Di questi cieli autunnali,

O languori, o languori,

Colori

Obliati.

E le statue hanno brividi;

La brezza corre

I boschetti odorati.

I ruscelli increspati

Mormoran dolci parole.

Ma tu non rispondi

O simile a uno snello virgulto

A una giovane santa,

Solenne angelo adulto.


(da "Le poesie", Garzanti, Milano 1990, p. 19)





NUVOLE

di Bartolo Cattafi (1922-1979)


Chiare e distinte idee

sinusoidi ellissi ascisse rette

passano nuvole del tempo atlantico

gonfie d'imprecisione

fresche nubi di vento e di saette.


(da "Tutte le poesie", Le Lettere, Firenze 2020, p. 523)





LA NUBE

di Guido Cavani (1897-1967)


Ho rifatto la strada

per cui passammo

quel giorno che fu l'ultimo mio giorno

d'amore; era d'aprile;

bianca una nube nascondeva il sole

e illuminava l'aria; presentii

baciandoti la fine.

Ora il tuo nome blando è una parola,

ora il ricordo delle tue parole

tormenta la mia anima ammalata.


(da "Poesie", Rebellato, Padova 1968, p. 363)





VANNO LE NUBI BIANCHE DEL SILENZIO

di Donata Doni (Santina Maccarone, 1912-1973)


Vanno le nubi bianche del silenzio

oltre la terra ignota.

L'infinito le colma, le sospinge

come vele protese.

Fluiscono nel tempo,

vane parole, i giorni,

e muovono lo spazio,

remote voci, i cuori.


                         Forlì 5 giugno 1945


(da "Neve e mare", Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1973, p. 55)





NUVOLE

di Luciano Erba (1922-2010)


Per anni ho guardato le nuvole

a oriente di questa terrazza

senza curarmi se fossero

diverse per chi le avesse osservate

da un’altra parte della città.

Ma oggi è un giorno al duale

amo, dunque io sono, io e te siamo.

«Cara, se guardi sopra Porta Venezia

c’è una nuvola che ha la faccia di Lincoln».

Lei mi risponde al telefono

«la mia nuvola ha la faccia di Marx».


Sfrangiate nuvole

restate nuvole!


(da "Poesie 1951-2001", Mondadori, Milano 2002, p. 160)





LA NUVOLA

di Ugo Ghiron (1876-1952)


                                                                     a Mario Novaro

Nacque sui salsi oceani: ascese molle,

bianca, come un chiaro alito del mare;

si sentì lieve, sospirò migrare,

via lontanò con cieco impeto folle.


E si specchiò nei fiumi, e rupi e zolle

lei videro pei cieli alta varcare;

la mirò il freddo immoto occhio lunare

lucida veleggiar da colle a colle.


Poi, sola e spersa, nostalgia la vinse;

e come al mar vide volare il nembo,

dietro la traccia del balen si spinse.


Ebriata dell'ánsito guerriero,

poi ruinò crosciando al mare in grembo.

E s'ebbe pace dentro al gorgo nero.


(da «Noi e il Mondo», Anno II, N. 10, Ottobre 1912)





NUBE

di Orazio Napoli (1901-1970)


Io ti ho amata dolente nube.

Tu m'eri contro

spietata furia bianca.


Gli autunni ti hanno percossa

nei beni fallaci;

bellezza da nulla.


Chi crolla ha perduto.

Non t'incolpo,

mi difendo con voglie alte.


(da "Poesie", Edizioni Primi Piani, Milano 1940, p. 27)





LA NUVOLA

di Renzo Pezzani (1898-1950)


Nera, turgida, compatta

la nuvola, come un mastino

ringhia nel cielo turchino.

Ma quella è una nuvola matta!


È una nuvola forestiera

che nasconde fuoco in dosso,

ispido pruno, serpe rosso,

è l’angoscia della sera.


Il villaggio, poverino,

suona l’Ave, chiude le porte.

Con quella nuvola sul suo destino

sazio di biade, pensa la morte.


(da "Belverde", Società Editrice Internazionale, Torino 1935, pp. 113-114)





NUVOLE DI NOVEMBRE

di Toti Scialoja (Antonio Scialoja, 1914-1998)


Hanno addosso gli occhi di tutti le nuvole di novembre

vengono dalla Siberia tenebrose di sonnolenza

nel Regno di Danimarca deporranno lente le ombre

la sposa in bianco scalmanata corre sulla ghiaia scalza

un fotografo dal fondo del viale la insegue coi veli.


Si spostano le speranze al seguito delle nuvole

le sparpagliate monadi nomadi orlate di chiarore

esclamerai: «una balena! anche un cammello! e una donnola!»

farai col capo di sì ti porterai la mano sul cuore

mi porgerai per rimedio con garbo uno spillo da balia.


(da "Poesie 1961-1998", Garzanti, Milano 2002, p. 389)





NUVOLE DI PRIMAVERA

di Enrico Thovez (1869-1925)


Ecco le candide milizie di primavera, le placide 

aeree nuvole erranti pel nuovo azzurro. Pungente 

l'auretta primaverile mi soffia in viso, sussurra 

vaga agli orecchi, i capelli m'agita e il cuore... ti sento, 

o nuovo tempo d’amore! Dai lembi d'umido azzurro, 

dalle tue nuvole pendule sui boschi, dai rotti cieli 

donde il sol nuovo pensosi fulgori versa alla terra, 

quale d’incogniti beni luce mi irraggia la mente!

Da quali tremuli palpiti, da che improvvisa dolcezza 

percosso il cuore rianela dietro i perduti ardori!


(da "Il poema dell'adolescenza", Streglio, Torino 1901, p. 27)



George William Russell, "Clouds over the hill"
(da questa pagina Web)



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