Camminavo sul mare nel sogno
e i passi calmavano le onde spumeggianti
che venivano dall'orizzonte lontano.
Il mistero dello spirito era sublime.
Il corpo scomparso nelle acque
della purificazione nel sogno.
Io ero la pace nella pace
e il dolore solo una parola
in quella notte del sogno.
Quando mi sono svegliata - piangevo -
e la pace era una parola soltanto
nella realtà della vita.
(da «Fiera Letteraria», Anno VII, n. 18, 4 maggio 1952)
COMMENTO
La parola "pace", così tanto citata, evocata, desiderata... Ormai, nei nostri burrascosi tempi sembra una chimera, un'utopia, qualcosa che appare soltanto nei sogni, come nel caso di questa bella poesia di Fiorenza Verona: autrice sconosciuta che ho trovato sulle pagine della rivista Fiera Letteraria. Fu scritta, probabilmente, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, da una giovane donna che desiderava ardentemente la pace dopo anni terribili di un crudele conflitto mai verificatosi fino ad allora; non potendo vederla nella realtà, la donna prova a sognarla, riuscendovi; e nel sogno riesce anche a fare ciò che è impossibile per qualsiasi essere umano: camminare sulle acque tempestose e renderle calme, divenire la personificazione della pace e far scomparire il dolore dalla terra... Poi il drammatico risveglio, e il pianto causato dal triste ritorno alla realtà.
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