sabato 7 marzo 2026

Camminavo sul mare

 Camminavo sul mare nel sogno

e i passi calmavano le onde spumeggianti

che venivano dall'orizzonte lontano.

Il mistero dello spirito era sublime.

Il corpo scomparso nelle acque

       della purificazione nel sogno.

Io ero la pace nella pace

e il dolore solo una parola

       in quella notte del sogno.

Quando mi sono svegliata - piangevo -

e la pace era una parola soltanto

nella realtà della vita.


(da «Fiera Letteraria», Anno VII, n. 18, 4 maggio 1952)



COMMENTO

La parola "pace", così tanto citata, evocata, desiderata... Ormai, nei nostri burrascosi tempi sembra una chimera, un'utopia, qualcosa che appare soltanto nei sogni, come nel caso di questa bella poesia di Fiorenza Verona: autrice sconosciuta che ho trovato sulle pagine della rivista Fiera Letteraria. Fu scritta, probabilmente, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, da una giovane donna che desiderava ardentemente la pace dopo anni terribili di un crudele conflitto mai verificatosi fino ad allora; non potendo vederla nella realtà, la donna prova a sognarla, riuscendovi; e nel sogno riesce anche a fare ciò che è impossibile per qualsiasi essere umano: camminare sulle acque tempestose e renderle calme, divenire la personificazione della pace e far scomparire il dolore dalla terra... Poi il drammatico risveglio, e il pianto causato dal triste ritorno alla realtà.


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