Ho qui raccolto 4 mie poesie che meditano sul tempo che passa, su ciò che si perde lungo il cammino esistenziale e su coloro che ci accompagnano amorevolmente per un consistente tratto della nostra vita per poi inevitabilmente lasciarci. Per quanto abbia delle idee piuttosto radicate sulla morte e non creda affatto in una vita nell'aldilà, continuerò sempre a chiedermi il significato del nostro nascere, vivere e morire; continuerò a domandarmi perché gli esseri umani percepiscono la felicità e tante altre belle cose solamente nei primi anni di vita e perché il tempo - da una certa età in poi - scorra in modo velocissimo, facendoci ritrovare vecchi in un battibaleno. Meditazioni in versi che nascono dai pensieri più profondi, dagli interrogativi che, con molta probabilità, non avranno mai risposte certe.
Voi che siete già partiti
per un viaggio dal quale
nessuno è più tornato,
dove siete?
è possibile che in qualche modo
possiate essere ancora vivi?
che il vostro vivere
il vostro morire
abbiano un senso, un riscatto?
Il silenzio, solo il silenzio
domina la scena del mondo.
Non ci sono risposte
né mai ci saranno.
Il gorgo inghiottirà chiunque
e mai sapremo il motivo
del nostro esistere.
2
La luce scema lentamente,
presto è sera
e un altro giorno se n'è andato
per sempre;
né mai tornerà.
Il tempo passa quasi
impercettibilmente
e ciò che appariva come
un'eternità
si sgretola inesorabilmente:
diviene polvere.
3
Tornare sui banchi di scuola
a recitar preghiere che dicano:
«Padre nostro che sei nei cieli...»
Ritrovare le illusioni,
le speranze
e i sogni
di un'età lontana.
Ora che l'anima
appare disseccata
come una zolla
d'argilla.
4
Quando superi la boa
il confine il limite
della mezza età
ti accorgi che la vita
non ti offrirà più
di quello (poco o molto)
che ti ha già dato.
Eppure prosegui il cammino
con l'inconscia speranza
di trovare qualcosa
lungo il resto della strada:
un tesoro,
una chimera,
un'illusuione,
una passione,
un ideale,
qualcosa d'imprevisto
e di meraviglioso.
Ma dentro di te
già avverti una voce
che sembra dirti:
«Quel che doveva essere
è stato...
Ora è giunto il tuo autunno,
sei quasi vecchio,
rassegnati».

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